{"id":5609,"date":"2016-04-20T14:02:19","date_gmt":"2016-04-20T12:02:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/?p=5609"},"modified":"2026-03-14T20:07:31","modified_gmt":"2026-03-14T18:07:31","slug":"perche-e-importante-essere-disposti-a-cambiare-opinione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/?p=5609","title":{"rendered":"perch\u00e9 \u00e8 importante essere disposti a cambiare opinione"},"content":{"rendered":"<div class=\"pdfprnt-buttons pdfprnt-buttons-post pdfprnt-top-right\"><a href=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/index.php?rest_route=wpv2posts5609&print=pdf\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-pdf\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/pdf.png\" alt=\"image_pdf\" title=\"Visualizza PDF\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/index.php?rest_route=wpv2posts5609&print=print\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-print\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/print.png\" alt=\"image_print\" title=\"Stampa contenuto\" \/><\/a><\/div><p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"308\" height=\"326\" class=\"alignnone size-full wp-image-5612\" style=\"width: 308px; height: 326px; float: left;\" title=\"dove ho sbagliato?\" src=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/charliebrown.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/charliebrown.jpg 308w, https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/charliebrown-283x300.jpg 283w\" sizes=\"(max-width: 308px) 100vw, 308px\" \/>In un gruppo che frequento (formato da persone che furono di estrema sinistra) ha destato scandalo una frase che stava nella recensione a\u00a0 <a title=\"Quell\u2019idea che ci era sembrata cos\u00ec bella \u2013 Tito Barbini\" href=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/?p=5598\">Quell\u2019idea che ci era sembrata cos\u00ec bella.<\/a> di Tito Barbini. Il periodo incriminato \u00e8 il seguente:<\/p>\n<p><code>E' la storia di una vita e dunque \u00e8 la storia di come le cose ci trasformano, di come cambiamo idea, se abbiamo l'onest\u00e0 intellettuale di vedere e di pensare. Il libro di Barbini si apre con \"<em>Buffalo Bill<\/em>\" di De Gregori: \u00ab<em>Tra bufalo e locomotiva la differenza salta agli occhi. La locomotiva ha la strada segnata, il bufalo pu\u00f2 scartare di lato.<\/em>\u00bb <\/code><\/p>\n<p><code>All'inizio, e per molti anni, Tito \u00e8 stato una locomotiva dentro il partito comunista in Toscana. La locomotiva ti consente di andare lontano partendo dal niente, sembra non fermarsi mai. <\/code><\/p>\n<p><!--more--><code>Racconta di quando, molto giovane, diventato funzionario di partito, si ritrov\u00f2 ad una assemblea cittadina ad Arezzo e di fronte alle obiezioni di uno di destra che gli chiedeva, <em>ma tu chi sei, cosa ci fai qui,<\/em> dopo un attimo di imbarazzo rispose, riscuotendo un grande successo \"<em>sono un rivoluzionario di professione\". <\/em>Altri tempi.<\/code><\/p>\n<p>Scrive l&#8217;amico che polemizza con me:<\/p>\n<hr \/>\n<p><code><span data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}\"><span class=\"UFICommentBody _1n4g\">Dice proprio \"<em>se abbiamo l'onest\u00e0 intellettuale di vedere e di pensare<\/em>\". Se ne deduce che chi non \u00e9 stato cambiato dalla vita e dalla storia nello stesso modo (di Claudio) \u00e9 privo di onest\u00e0 intellettuale e non \u00e9 in grado di pensare.<br \/>\nSe non \u00e9 presunzione e arroganza ditemi cos'\u00e9.<\/span><\/span><\/code><\/p>\n<hr \/>\n<p>Ho citato l&#8217;intero periodo per sottolineare che non stavo parlando della mia storia personale, ma di quella di Tito Barbini anche se la <em>metafora della locomotiva e del bufalo<\/em> mi piace molto. Bisogna essere disposti a cambiare opinione e a fare scelte conseguenti. Questo \u00e8 il punto; ognuno alla sua maniera, ognuno con le sue conclusioni, l&#8217;importante \u00e8 non farsi ingabbiare troppo dalla ideologia e dalla organizzazione entro cui si opera. Vale per la politica, vale per il lavoro, vale per la cultura.<\/p>\n<p>Dunque <em>nessun invito ad arrivare alle mie conclusioni<\/em> anche perch\u00e9 esse sono <em>necessariamente provvisorie<\/em> e se c&#8217;\u00e8 una cosa che non amo \u00e8 <em>l&#8217;idea del proselitismo<\/em> perch\u00e8, come scriveva Giovanni Ferrara nella &#8220;Biografia dell&#8217;uomo laico&#8221;, <em>ci\u00f2 che caratterizza l&#8217;uomo laico \u00e8 la solitudine<\/em>.<\/p>\n<p>Devo dire che, nell&#8217;argomentazione dell&#8217;amico, quello che non funziona sul piano strettamente logico \u00e8 il <em>passaggio da una affermazione generale<\/em> che ribadisco (o meglio che auspico) <em>alla conclusione secondo cui chi non la pensa come me sarebbe privo di raziocinio e di onest\u00e0 intellettuale<\/em>. Ciascuno si confronti con il suo mondo e tragga le sue conclusioni; siamo esseri liberi e pensanti.<\/p>\n<p>E veniamo alla <em>pars costruens<\/em>: l&#8217;opzione antidogmatica, per quanto mi riguarda, ha avuto tempo di sedimentarsi e di articolarsi attraverso la consuetudine allo studio critico della scienza e in particolare della fisica e della matematica. La storia di queste due discipline \u00e8 dinamica e vede il <em>susseguirsi di programmi di ricerca, di paradigmi e di metodologie comunemente accettati, sottoposti a critica attraverso il principio di realt\u00e0 e quindi modificati o completamente abbandonati.<\/em><\/p>\n<p>Bisogna essere intransigenti ed onesti nel difendere il proprio punto di vista; ma quando ci si confronta con altri bisogna fermarsi un attimo, provare ad assumere il punto di vista altrui, mettersi nei suoi panni e cercare di capire cosa ne consegue.Sul piano metodologico credere in ci\u00f2 che si sta facendo \u00e8 altrettanto importante quanto <em>mettersi alla ricerca dei tarli<\/em> perch\u00e9 sono le vittorie contro i tentativi di falsificazione a rendere pi\u00f9 forte una teoria, qualunque essa sia.<\/p>\n<p><strong>Nella comunit\u00e0 scientifica<\/strong> \u00e8 pi\u00f9 facile farlo di quanto non accada in politica o nelle chiacchiere da bar che ora hanno preso la forma delle discussioni sui social. La comunit\u00e0 scientifica \u00e8 un pezzo di mondo in cui <em>la decisione su chi abbia ragione non viene presa a maggioranza<\/em> e la dinamica di progresso avviene attraverso <em>rotture improvvise che vincono perch\u00e9 creano sviluppo, aprono nuove prospettive con nuove previsioni, e consentono di fare retroprevisioni,<\/em> cio\u00e8 di spiegare in modo semplice fatti gi\u00e0 noti che avevano avuto bisogno di miriadi di ipotesi ad hoc per stare in piedi.<\/p>\n<p><strong>Nella vita quotidiana<\/strong> il quadro si complica: ci sono i problemi di consenso, le opportunit\u00e0, le storie collettive; in una parola viviamo entro un mondo organizzato con molti attori, le organizzazioni con le loro regole e i loro punti di vista. Ma <em>l&#8217;importanza della disponibilit\u00e0 a mutare opinione non viene meno<\/em>. Se nel caso della scienza la necessit\u00e0 del cambiamento si evidenzia in maniera palese (nei momenti critici), nella vita di ogni giorno e nella vita collettiva il nostro riferimento \u00e8 dato dalla storia, la grande storia e la microstoria.<\/p>\n<p>Prendiamo il caso del <em>comunismo italiano<\/em>: \u00e8 stata una esperienza grandiosa in termini di consenso, di capacit\u00e0 di governo locale e di organizzazione. Era la via italiana al socialismo, con tutte le forme di autonomia, ma era comunque parte di un progetto su scala planetaria. Quel progetto \u00e8 fallito sul piano storico e ad un certo punto <em>la diversit\u00e0 non \u00e8 bastata pi\u00f9<\/em> e con molti rimpianti, e molte sofferenze sul piano personale, il gigante dai piedi d&#8217;argilla si \u00e8 afflosciato. Credo che sia questa la mancanza di orizzonte di cui parla Tito Barbini nel suo libro.<\/p>\n<p>Alcune <em>idee forza<\/em> su cui si fondava il concetto di socialismo scientifico di marxiana memoria si sono rivelate errate al banco del <em>tribunale della storia in veste di tribunale fallimentare<\/em>: il proletariato che non avendo da perdere che le proprie catene si fa classe che annulla le classi e fa scomparire lo stato, l&#8217;idea marxiana e leniniana della estinzione dello stato, la <em>contraddizione tra sviluppo delle forze produttive e rapporti di produzione che le ingabbiano<\/em> come motore materiale della rivoluzione. Le utopie si sono inverate come stati totalitari che, per di pi\u00f9, con l&#8217;eccezione della Cina, non sono state nemmeno in grado di competere con il nemico (a proposito della contraddizione tra rapporti di produzione e.forze produttive ingabbiate da essi). E dunque si trattava e si tratta di prenderne atto.<\/p>\n<p>Dice qualcuno: <em>ma le ingiustizie esistono ancora, le contraddizioni esistono ancora<\/em>, i paesi sviluppati drenano risorse da quelli pi\u00f9 poveri, ma ricchi di materie prime. Tutto vero. Ne discende <em>l&#8217;importanza di una democrazia solidale<\/em>. Ma anche questo non \u00e8 semplice e non basta affermarlo perch\u00e9 \u00e8 ancoira vero quanto si sapeva gi\u00e0 a inizio 900: le condizioni di benessere di tutte le classi nelle societ\u00e0 sviluppate si fondano sul permanere di uno squilibrio con il resto del mondo e alcune di queste contraddizioni si stanno accentuando.<\/p>\n<p>Basta pensare ai temi ambientali o a quelli, ad essi connessi, delle risorse energetiche per comprendere che l&#8217;attuale equlibrio instabile si fonda sul fatto che i consumi energetici dell&#8217;occidente stanno in un rapporto di 10 a 1 con quelli del resto del mondo e questa \u00e8 la ragione per cui Cina e India sono sempre poco propensi a scelte lungimiranti in campo ambientale e vi si adeguano quando vengono obbligate a farlo.<\/p>\n<p>E allora? Allora incominciamo con il dire se siamo o no d&#8217;accordo con il famoso aforisma di Churchill &#8220;<em>\u00c8 stato detto che la democrazia \u00e8 la peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte quelle forme che si sono sperimentate fino ad ora.<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Attenzione per\u00f2; la democrazia si sostanzia nel <em>considerare giusto e opportuno il cambiamento<\/em>. Chi ha governato deve poter essere mandato a casa con le elezioni; anzi \u00e8 auspicabile che ci\u00f2 si verifichi con una certa regolarit\u00e0 perch\u00e9 solo cos\u00ec si correggono gli errori e si cambiano le classi dirigenti.<\/p>\n<p>Non si tratta di una cosa banale, in particolare a sinistra dove si fatica ad accettare l&#8217;idea che <em>si possa perdere per difetto di consenso e inadeguatezza di programma<\/em>, cos\u00ec come si fatica ad accettare il diritto alla esistenza autonoma di formazioni di sinistra-sinistra che, per ragioni identitarie, non si alleano con lo schieramento maggioritario (si vedano le recenti polemiche del sindaco uscente Pisapia sulla lista Rizzo per le prossime elezioni comunali di Milano).<\/p>\n<p>Se ragiono in base alle mie opinioni mi chiedo: <em>ma stanno ancora l\u00ec a dire le solite cose? <\/em>Poi mi fermo ed osservo gli altri che <em>li accusano di far vincere la destra<\/em> e mi accorgo che <em>la democrazia liberale al cui centro c&#8217;\u00e8 l&#8217;idea della alternanza deve fare ancora tanta strada<\/em>. Quelli che accusano il Sindaco Sala di aver aperto alla Compagnia delle Opere hanno lo stesso limite di quelli che accusano Rizzo e la sinistra-sinistra di far vincere la destra.<\/p>\n<p>Se incominciassimo con l&#8217;osservare che:<\/p>\n<ul>\n<li>tutti hanno la stessa dignit\u00e0<\/li>\n<li>che le logiche da <em>fronte unito antiberlusconi<\/em> non hanno avuto senso, cos\u00ec come quelle <em>dell&#8217;antisalvinismo di bandiera<\/em> come se dietro il consenso alle forze di destra non esistessero ragioni ma solo forme di <em>peristalsi intestinale<\/em><\/li>\n<li>che stanno cambiando pesantemente le forme della rappresentanza e che il movimento 5 stelle non \u00e8 una meteora<\/li>\n<li>che le discriminanti andrebbero cercate sui programmi e che lo sviluppo di una citt\u00e0 si misura su quelli<\/li>\n<li>che non \u00e8 vero che sono tutti uguali<\/li>\n<\/ul>\n<p>sarebbe un bel passo in avanti.<\/p>\n<hr \/>\n<h3>Ridiamoci un po&#8217; su &#8211; <em>imbecilli<\/em> in rigoroso ordine alfabetico<\/h3>\n<ul>\n<li>Ci sono imbecilli superficiali e imbecilli profondi. (Karl Kraus)<\/li>\n<li>Contro la stupidit\u00e0 anche gli dei sono impotenti. Ci vorrebbe il Signore. Ma dovrebbe scendere lui di persona, non mandare il Figlio; non \u00e8 il momento dei bambini. (John Maynard Keynes)<\/li>\n<li>Dietro la frase: &#8220;<em>Mio figlio \u00e8 un piccolo genio<\/em>&#8221; c&#8217;\u00e8 sempre un genitore idiota. (Ivan Della Mea)<\/li>\n<li>Il problema \u00e8 che oggi, se c\u2019\u00e8 una categoria che ci sembra poco dotata di ironia, \u00e8 proprio quella dei nostri politici. Il punto \u00e8 che costoro paiono sprovvisti di cultura, e fare dell\u2019ironia senza cultura \u00e8 quasi impossibile&#8230; Per di pi\u00f9, talora sembrano sprovvisti anche di umana sensibilit\u00e0.<\/li>\n<li>Il saggio muta consiglio, ma lo stolto resta della sua opinione. (Francesco Petrarca)<\/li>\n<li>Inutile poi aggiungere che niente \u00e8 pi\u00f9 pericoloso di uno stupido che afferra un&#8217;idea, il che succede con una frequenza preoccupante. Se uno stupido afferra un&#8217;idea, \u00e8 fatto: su quella costruir\u00e0 un sistema e obbligher\u00e0 gli altri a condividerlo. (Ennio Flaiano)<\/li>\n<li>La causa principale dei problemi \u00e8 che al mondo d&#8217;oggi gli stupidi sono strasicuri, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi. (Bertrand Russell)<\/li>\n<li><span id=\"George_Bernard_Shaw\" class=\"mw-headline\">La coerenza \u00e8 degli sciocchi. <\/span><span id=\"George_Bernard_Shaw\" class=\"mw-headline\">(Oscar Wilde)<\/span><\/li>\n<li>La stupidit\u00e0 degli altri mi affascina, ma preferisco la mia. (Ennio Flaiano)<\/li>\n<li>Non bastano le disgrazie a fare di un fesso una persona intelligente. (Italo Svevo)<\/li>\n<li>Non bisogna farsi mai ricattare dalla stupidit\u00e0 altrui. (Umberto Eco)<\/li>\n<li><span id=\"George_Bernard_Shaw\" class=\"mw-headline\">Non c&#8217;\u00e8 nulla di cos\u00ec umiliante come vedere gli sciocchi riuscire nelle imprese in cui noi siamo falliti. (<\/span><span id=\"George_Bernard_Shaw\" class=\"mw-headline\">Gustave Flaubert<\/span><span id=\"George_Bernard_Shaw\" class=\"mw-headline\">)<\/span><\/li>\n<li>Non prendertela se ti considerano mezzo scemo. Si vede che ti conoscono solo a met\u00e0. (Tiziano Sclavi)<\/li>\n<li>Non si possono entusiasmare gli stupidi, ma renderli fanatici, s\u00ec. (Marie von Ebner-Eschenbach)<\/li>\n<li>Ogni imbecille tollerato \u00e8 un&#8217;arma regalata al nemico. (Mino Maccari)<\/li>\n<li>Pare che certa gente abbia fatto la fila per tre volte quando il buon Dio ha distribuito la stupidit\u00e0. (Konrad Adenauer)<\/li>\n<li>Per lo stupido il cretino \u00e8 sempre l&#8217;altro. (Fruttero &amp; Lucentini)<\/li>\n<li>Preferisco i mascalzoni agli imbecilli, perch\u00e9 a volte si concedono una pausa. (Alexandre Dumas (figlio))<\/li>\n<li><span id=\"George_Bernard_Shaw\" class=\"mw-headline\">Quando uno stupido fa qualcosa di cui si vergogna, dice sempre che \u00e8 suo dovere. (<\/span>George Bernard Shaw)<\/li>\n<li><span id=\"George_Bernard_Shaw\" class=\"mw-headline\"><span id=\"George_Bernard_Shaw\" class=\"mw-headline\">Quando un uomo si comporta in modo veramente sciocco, lo fa sempre per i motivi pi\u00f9 nobili. <\/span><span id=\"George_Bernard_Shaw\" class=\"mw-headline\">(Oscar Wilde)<\/span><\/span><\/li>\n<li><span id=\"George_Bernard_Shaw\" class=\"mw-headline\">Quando un vero genio appare in questo mondo, lo si pu\u00f2 riconoscere dal fatto che gli idioti sono tutti coalizzati contro di lui. (<\/span><span id=\"George_Bernard_Shaw\" class=\"mw-headline\">Jonathan Swift)<\/span><\/li>\n<li>Se un milione di persone crede a una cosa idiota, la cosa non cessa di essere idiota. (Anatole France)<\/li>\n<li>&#8220;Solo gli stupidi non hanno dubbi!&#8221;. &#8220;Ne sei sicuro?&#8221;. &#8220;Certo, non ho dubbi!&#8221;. (Luciano De Crescenzo)<\/li>\n<li>Solo gli stupidi sollevano pietre che poi ricadono sulla loro testa. (Mao Tse-tung)<\/li>\n<li>Solo i morti e gli stupidi non cambiano mai opinione. (James Russell Lowell)<\/li>\n<li><span id=\"George_Bernard_Shaw\" class=\"mw-headline\">Un fesso fa sempre domande, ha una domanda per tutto, ha pi\u00f9 domande di quante risposte ci possono essere. (<\/span><span id=\"George_Bernard_Shaw\" class=\"mw-headline\">Jonathan Swift)<\/span><\/li>\n<li>Un imbecille non si annoia mai: si contempla. (R\u00e9my de Gourmont)<\/li>\n<\/ul>\n<hr \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un gruppo che frequento (formato da persone che furono di estrema sinistra) ha destato scandalo una frase che stava nella recensione a\u00a0 Quell\u2019idea che ci era sembrata cos\u00ec bella. di Tito Barbini. 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