{"id":6607,"date":"2016-09-18T08:57:08","date_gmt":"2016-09-18T06:57:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/?p=6607"},"modified":"2016-09-18T08:57:08","modified_gmt":"2016-09-18T06:57:08","slug":"scuola-pubblica-3-lautonomia-e-i-nuovi-scenari-nella-globalizzazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/?p=6607","title":{"rendered":"Scuola pubblica 3 &#8211; L&#8217;autonomia e i nuovi scenari nella globalizzazione"},"content":{"rendered":"<div class=\"pdfprnt-buttons pdfprnt-buttons-post pdfprnt-top-right\"><a href=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/index.php?rest_route=wpv2posts6607&print=pdf\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-pdf\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/pdf.png\" alt=\"image_pdf\" title=\"Visualizza PDF\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/index.php?rest_route=wpv2posts6607&print=print\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-print\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/print.png\" alt=\"image_print\" title=\"Stampa contenuto\" \/><\/a><\/div><p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"358\" height=\"256\" alt=\"\" class=\"alignnone size-full wp-image-6614\" src=\"http:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/scuola-che-cambia-3.jpg\" style=\"width: 358px; height: 256px; float: left;\" title=\"Scuola pubblica 3 - L'autonomia e i nuovi scenari nella globalizzazione\" srcset=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/scuola-che-cambia-3.jpg 358w, https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/scuola-che-cambia-3-300x214.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 358px) 100vw, 358px\" \/>Siamo alla <strong>fine del paradigma millenario della separatezza tra <em>otium<\/em> e <em>negotium<\/em><\/strong>, eredit&agrave; di societ&agrave; fondate sul lavoro degli schiavi.<\/p>\n<p>Esso si &egrave; riprodotto lungo i secoli come dualismo tra il sapere delle classi alte e l&rsquo;analfabetismo delle classi subalterne, come separazione tra la <em>theoria<\/em>, la <em>poiesis<\/em> (l&#39;agire diretto alla produzione di un oggetto) e la <em>praxis<\/em>. Oggi <em>sapere, saper essere, saper fare tendono a coincidere.<\/em><\/p>\n<p>Il lavoro manuale &egrave; un lavoro intelligente, denso di sapere e di teoria. Il movimento di emancipazione sociale e un&rsquo;epistemologia pi&ugrave; matura convergono in un&rsquo;unica sintesi: <em>istruzione, educazione, produzione, lavoro, ricerca, tempo di lavoro, tempo di vita<\/em> si fondono.&nbsp; <em>Lifelong\/Lifewide Learning<\/em> (istruzione\/formazione per l&#39;intero arco della vta) in strutture formali e non formali: questo &egrave; il futuro.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Quanto questi mutamenti socio-culturali influiranno sull&rsquo;attuale separatezza sociale delle scuole quali santuari della conoscenza &egrave; facile a prevedersi.<\/p>\n<p><strong>La la fine della separazione tra l&rsquo;istruire e l&rsquo;educare <\/strong>era nata da quella teorizzata e praticata tra <em>persona e cittadino<\/em>, tra <em>homo religiosus e homo cives. <\/em><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" width=\"234\" height=\"358\" alt=\"\" class=\"alignnone size-full wp-image-6613\" src=\"http:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/imbuto-di-Norimberga.jpg\" style=\"width: 234px; height: 358px; float: right;\" title=\"imbuto di Norimberga\" srcset=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/imbuto-di-Norimberga.jpg 234w, https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/imbuto-di-Norimberga-196x300.jpg 196w\" sizes=\"(max-width: 234px) 100vw, 234px\" \/>Lo Stato si presenta neutrale e a-ideologico: esso somministra solo istruzione, l&rsquo;educazione viene lasciata alle famiglie e alle Chiese. Lo Stato forma cittadini, la famiglia forma persone. Conseguentemente, l&rsquo;insegnante si limita a fornire conoscenze, nozioni, informazioni. Il simbolo di questa schizofrenia &egrave; <em>l&rsquo;imbuto di Norimberga<\/em>, inciso su legno a Norimberga e in stampe varie nel &lsquo;600: un ragazzo sta seduto su una sedia, mentre un insegnante gli infila un imbuto nella testa, nel quale rovescia A, B, C, e 2+2=4.<\/p>\n<p>In realt&agrave;, questo dualismo non &egrave; mai stato veramente tale e non lo poteva essere. Intanto, perch&eacute; l&rsquo;organizzazione amministrativa dell&rsquo;istruzione di Stato genera necessariamente un ambiente, nel quale si costituiscono relazioni tra i ragazzi, tra i ragazzi e gli adulti, tra la scuola e le famiglie, tra la scuola e il territorio, regolate tanto dall&rsquo;etica quanto dal diritto.<\/p>\n<p>In secondo luogo, perch&eacute; lo Stato, anche quando rinunci ad essere <em>etico-pedagogico totalitario<\/em>, si propone comunque la formazione del cittadino, che &egrave; appunto una potenzialit&agrave; e una dimensione della persona integrale in situazione pubblica. I <em>valori<\/em> cacciati dalla porta rientrano dalla finestra.<\/p>\n<p>Ma la ragione di fondo &egrave; che <em>educare significa civilizzare<\/em>: da sempre le generazioni adulte trasmettono alle giovani pensieri, saperi, costumi, valori della civilt&agrave;, che a loro volta hanno ereditato dalle generazioni precedenti. <em>Il desiderio di sapere &egrave; solo uno dei rami dell&rsquo;albero della vita,<\/em> che cresce sul tronco della civilizzazione.<\/p>\n<p>Una conseguenza della globalizzazione &egrave; che <em>il sapere e l&rsquo;educare sono stretti in un nesso pi&ugrave; tenace:<\/em> il sapere che arriva ad ogni persona da ogni lato, ne permea la vita quotidiana, si trasforma in esistenza, determina cambiamenti tanto della visione di s&eacute;-nel-mondo, quanto della prassi e della collocazione attiva nella storia. Il sapere diviene un&rsquo;esperienza esistenziale.<\/p>\n<p><em>Logos, Eros e Agape<\/em> sono le tre dimensioni educabili del cuore dell&rsquo;uomo. E ci&ograve; pone le figure adulte, insegnanti e genitori nel ruolo di testimoni e di civilizzatori\/educatori. Come il sapere, anche l&rsquo;educare &egrave; dappertutto. Nessuno &egrave; ineducabile. E&rsquo; il <em>postulato di educabilit&agrave;<\/em>.<\/p>\n<p>A fondamento del tutto sta la <em>coscienza enorme<\/em> dell&rsquo;uomo contemporaneo, cresciuta nella storia della modernit&agrave;, tra sviluppo straordinario delle scienze e della tecnica e la potenza consapevole e i rischi della libert&agrave; umana. Gli esiti nichilistici di una tale collocazione nel mondo sono evitabili a condizione che l&rsquo;azione civilizzatrice e educativa delle generazioni adulte sia consapevole dei rischi e che ponga al centro l&rsquo;<em>educazione alla libert&agrave;\/responsabilit&agrave;<\/em> che si confronta con la realt&agrave; della storia e della vita.<\/p>\n<p>Nessuno nasce libero: la libert&agrave; &egrave; solo un orizzonte di possibilit&agrave;. Un&rsquo;educazione buona consente di raggiungerlo. Ma, avverte Benedetto XVI nell&rsquo;Enciclica Spe Salvi: &ldquo;<em>La libert&agrave; presuppone che nelle decisioni fondamentali ogni uomo, ogni generazione sia un nuovo inizio. Certamente, le nuove generazioni possono costruire sulle conoscenze e sulle esperienze di coloro che le hanno precedute, come possono attingere al tesoro morale dell&#39;intera umanit&agrave;. Ma possono anche rifiutarlo, perch&eacute; esso non pu&ograve; avere la stessa evidenza delle invenzioni materiali. Il tesoro morale dell&#39;umanit&agrave; non &egrave; presente come sono presenti gli strumenti che si usano; esso esiste come invito alla libert&agrave; e come possibilit&agrave; per essa<\/em>&rdquo;.<\/p>\n<p><strong>Il principio di personalizzazione dei percorsi di istruzione\/educazione<\/strong>. Il Rapporto OCSE del 2006 si intitola: &ldquo;<em>Schooling for Tomorrow: Personalizing Education<\/em>&rdquo;. L&rsquo;emergere della &ldquo;persona&rdquo; dietro il &ldquo;cittadino&rdquo;, della &ldquo;societ&agrave; civile&rdquo; dietro lo &ldquo;Stato&rdquo;, &egrave; dovuto non solo alla rivendicazione moderna estrema e spasmodica di una libert&agrave; individuale senza confini, ma anche al balzo in avanti delle conoscenze neuro-bio-psicologiche dell&rsquo;essere umano, delle sue molte intelligenze, delle dinamiche emozionali e affettive, dei legami stringenti e non sempre afferrabili tra corpo, psiche, mente e delle relazioni fondative parentali.<\/p>\n<p>Un itinerario di istruzione\/educazione medio, quale quello fornito&nbsp; dal vecchio e tuttora praticato modello organizzativo, si rivolge a tutti, ma a nessuno personalmente. Cos&igrave;, <em>una scuola per tutti<\/em>, che non sia anche <em>una scuola per ciascuno<\/em>, finisce per essere <em>una scuola per nessuno<\/em>.<\/p>\n<p>L&rsquo;agenda che si &egrave; venuta ordinando sul tavolo della societ&agrave; e della politica nazionali comprende quattro punti di riforma necessaria:<\/p>\n<ul>\n<li>l&#39;assetto istituzionale,<\/li>\n<li>l&#39;assetto ordinamentale,<\/li>\n<li>l&#39;assetto culturale,<\/li>\n<li>l&#39;assetto professionale.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Circoscrivendo qui l&rsquo;attenzione al primo, si deve affermare che esso deve essere cucito su misura delle necessit&agrave; degli apprendimenti e dell&rsquo;educazione, non viceversa.<\/p>\n<p>Ora, l&rsquo;autonomia cos&igrave; come finora &egrave; stata pensata e praticata &egrave; solo &ldquo;<em>autonomia funzionale<\/em>&rdquo;, &egrave; la continuazione del centralismo burocratico con altri mezzi.<\/p>\n<p><em>Autonomia di un ufficio decentrato dell&rsquo;Amministrazione ministeriale sul territorio o autonomia come espressione\/condensazione istituzionale dei soggetti, che abitano un territorio? <\/em>Una scuola quale istituzione dello Stato o una scuola quale istituzione della societ&agrave; civile? Poich&eacute; l&rsquo;istruzione\/educazione &egrave; tanto una funzione privato-sociale quanto una funzione pubblico-statale nazionale ed europea, si tratta di ri-tracciare i confini tra le due funzioni.<\/p>\n<p>Spettano <strong>allo Stato nazionale-Europa tre compiti<\/strong>:<\/p>\n<ul>\n<li>la definizione del <em>core curriculum<\/em> o curriculum di cittadinanza (non oltre il 40% dell&rsquo;intero curriculum proposto dalla scuole);<\/li>\n<li>il finanziamento capitario di ogni ragazzo che entra nel sistema educativo (tutti i ragazzi hanno diritto al finanziamento, frequentino essi la scuola statale o quella paritaria);<\/li>\n<li>la valutazione severa degli istituti, dei dirigenti, dei docenti.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Alla scuola autonoma spetta tutto il resto<\/strong>:<\/p>\n<ul>\n<li>la conoscenza del <em>Portfolio<\/em> di ciascun ragazzo in ingresso,<\/li>\n<li>i <em>piani di studio personalizzati<\/em>, l&rsquo;organizzazione dell&rsquo;attivit&agrave; didattica per quattro laboratori\/dipartimenti-chiave corrispondenti alle <em>quattro aree di competenze-chiave<\/em> di cittadinanza, definite al tempo di Fioroni (Linguaggi, Storia, Matematica, Scienze),<\/li>\n<li>la <em>rottura del principio di corrispondenza biunivoca tra classe scolastica e classe biografica<\/em> (ciascun ragazzo dispone di un proprio piano di studio e ha tempi diversi per realizzarlo, in gruppi di livello variabili),<\/li>\n<li>la <em>ricerca di fondi<\/em> oltre quelli che arrivano capitariamente dallo Stato.<\/li>\n<\/ul>\n<p>L&rsquo;autonomia didattica deve <em>spezzare la parcellizzazione fordista delle discipline e dei tempi<\/em>. Il monte-ore degli insegnanti &egrave; annuale, non pi&ugrave; obbligatoriamente diviso per 18\/24 ore alla settimana, a loro volta da distribuire su 5&nbsp; giorni. Solo un sistema cos&igrave; flessibile e personalizzato sulla misura di ciascun ragazzo fornisce i mezzi per educare\/istruire. Deve essere ormai evidente che senza ambiente educativo non c&rsquo;&egrave; motivazione sufficiente per sostenere la necessaria fatica dell&rsquo;apprendere.<\/p>\n<p>Quanto alla <strong>governance<\/strong> del sistema: al livello delle singole scuole autonome, tutte le componenti della comunit&agrave; educante elaborano uno statuto, dal quale risultino chiare la <em>titolarit&agrave; e la responsabilit&agrave; delle decisioni<\/em>.<\/p>\n<p>Un <strong>Consiglio di Amministrazione<\/strong> prende le decisioni fondamentali e assume\/licenzia il dirigente e gli insegnanti. Il Collegio dei docenti quale assemblea parlamentare-sindacale va abolito; al suo posto stanno i <strong>Dipartimenti-laboratori<\/strong>. Le scuole autonome si consorziano in <strong>Reti territoriali.<\/strong> Il Ministero, le Unioni scolastiche regionali (USR) e i Provveditorati provinciali sono aboliti.<\/p>\n<p>L&rsquo;assunzione del personale non avviene pi&ugrave; per concorso, ma per colloqui diretti tra il Consiglio di Amministrazione e i candidati dirigenti e candidati docenti. La <em>metodologia obsoleta dei concorsi ha dimostrato che sono capaci di selezione inutile o avversa<\/em>. Tocca alle scuole formare e scegliere e giudicare il personale, non all&rsquo;Universit&agrave;. Il che implica a monte una regolazione del tutto diversa dall&rsquo;attuale della formazione\/selezione del personale docente. Utopie?<\/p>\n<p>Nell&rsquo;Europa continentale l&rsquo;affermazione dell&rsquo;autonomia scolastica &egrave; lenta, ma costante, tanto in Francia quanto in Germania. L&rsquo;Inghilterra &egrave; probabilmente la pi&ugrave; avanti.<br \/>\n\tLe scuole pubbliche inglesi sono a finanziamento pubblico, gratuite dai 3 ai 18 anni.<\/p>\n<p>Sono di due tipi: le <em>Maintained schools<\/em>, finanziate dagli Enti locali, e le <em>Academies, <\/em>giuridicamente indipendenti, finanziate dal Governo centrale. Queste ultime stanno crescendo di numero. Hanno tutte un altissimo grado di autonomia. Un Consiglio di amministrazione predispone i bilanci e gestisce assume\/licenzia il personale, dal dirigente agli insegnanti, che vengono assunti per colloqui.<\/p>\n<p>Niente concorsi. Unico vincolo nazionale: il <em>National curriculum<\/em>, stabilito per la prima volta nel 1988 (epoca Thatcher), che lascia tuttavia libert&agrave; di metodi e di organizzazione. Il Ministero (il Departement of education) non interferisce . E un vincolo esterno: un severo sistema di valutazione nazionale (gestito dall&rsquo;Ofsted), che d&agrave; giudizi e suggerisce miglioramenti o chiusure delle scuole inadeguate. Insomma: le scuole sono effettivamente autonome, cio&egrave; responsabili. Rispondono della propria autonomia.<\/p>\n<hr \/>\n<p>(3 &#8211; fine) Gli articoli precedenti sono <a href=\"http:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/?p=6548\" title=\"Scuola pubblica 1 \u2013 la macchina dell\u2019istruzione statale\">Scuola pubblica 1 &ndash; la macchina dell&rsquo;istruzione statale<\/a> e <a href=\"http:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/?p=6593\" title=\"Scuola pubblica 2 \u2013 un po\u2019 di storia\">Scuola pubblica 2 &ndash; un po&rsquo; di storia<\/a><\/p>\n<hr \/>\n<p><code><span style=\"font-family:comic sans ms,cursive;\"><strong>Pensieri in libert&agrave;<\/strong> <\/span>ha ritenuto opportuno commissionare a Giovanni Cominelli, esperto riconosciuto del settore dell&#39;istruzione, una serie di articoli che servano a gettare qualche sassolino nelle acque stagnanti del mostro sistema di istruzione ormai impegnato, complice il mondo dell&#39;informazione, a discutere solo di immissioni in ruolo, concorsoni, deportazioni, ...<\/code><\/p>\n<p><code>Lo scopo &egrave; quello di svolgere qualche ragionamento a mente aperta sui nodi di fondo del sistema e sulle ipotesi di miglioramento. Altri contributi sono bene accetti.<\/code><\/p>\n<p><code>Per evitare che la discussione si disperda nei rivoli dei diversi gruppi FB su cui questi contributi vengono pubblicati e consentire agli autori di replicare &egrave; consigliabile che gli interventi avvengano in coda all&#39;articolo utilizzando l&#39;apposito modulo. Per chi non ha mai pubblicato &egrave; richiesta, la prima volta, la approvazione dell&#39;amministratore.<\/code><\/p>\n<hr \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Siamo alla fine del paradigma millenario della separatezza tra otium e negotium, eredit&agrave; di societ&agrave; fondate sul lavoro degli schiavi. 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