{"id":6933,"date":"2016-12-16T13:53:05","date_gmt":"2016-12-16T11:53:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/?p=6933"},"modified":"2016-12-16T14:58:37","modified_gmt":"2016-12-16T12:58:37","slug":"il-ministro-della-sanita-deve-essere-un-medico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/?p=6933","title":{"rendered":"il ministro X deve avere la laurea X?"},"content":{"rendered":"<div class=\"pdfprnt-buttons pdfprnt-buttons-post pdfprnt-top-right\"><a href=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/index.php?rest_route=wpv2posts6933&print=pdf\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-pdf\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/pdf.png\" alt=\"image_pdf\" title=\"Visualizza PDF\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/index.php?rest_route=wpv2posts6933&print=print\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-print\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/print.png\" alt=\"image_print\" title=\"Stampa contenuto\" \/><\/a><\/div><p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"358\" height=\"219\" alt=\"\" class=\"alignnone size-full wp-image-6936\" src=\"http:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/consiglioministri.jpg\" style=\"width: 358px; height: 219px; float: left;\" title=\"un consiglio dei ministri di laureati?\" srcset=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/consiglioministri.jpg 358w, https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/consiglioministri-300x183.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 358px) 100vw, 358px\" \/>Il ministro della sanit&agrave; deve essere un medico, quello dei trasporti un ingegnere, quello della ricerca un fisico, quello della economia un bocconiano?<\/p>\n<p>Non penso che l&#39;iperbole leninista della cuoca che, nella societ&agrave; comunista, amministra lo stato sia stato particolarmente felice e azzeccato ma da l&igrave; a concludere che i ministri debbano essere dei superspecialisti della loro area di comoetenza e che questo specialismo si misuri in crediti formativi universitari, ce ne corre.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>C&#39;&egrave; stato un momento (tra la met&agrave; degli anni 60 e la fine degli anni 70) in cui questa tesi &egrave; stata sostenuta in Italia da una parte della destra laica (liberale, repubblicana e anche democristiana, per esempio da Bartolomeo Ciccardini) e la si sosteneva in polemica con la politica e il primato della politica; <em>basta con questi politicanti da strapazzo<\/em> (Moro, Lombardi, Longo, Berlinguer, Fanfani, Pertini) che non sanno governare, ci vuole un governo di tecnici.<\/p>\n<p>Da allora di acqua sotto i ponti ne &egrave; passata tanta: &egrave; cambiata la societ&agrave; (che si &egrave; fatta meno piramidale), si sono attutiti i contrasti di classe (che impedivano a chi proveniva dalle classi subalterne di accedere agli alti livelli di istruzione e di carriera nelle professioni), si &egrave; fatta incredibilmente pi&ugrave; complessa la gestione della macchina dello stato, c&#39;&egrave; stato uno sviluppo elefantiaco delle professionalit&agrave; in ambito economico-gestionale-giuridico, &egrave; aumentato notevolmente il numero dei laureati (anche se l&#39;Italia &egrave; ancora indetro rispetto al resto dell&#39;Europa), sono cambiate tantissimo le caratteristiche del ceto politico (sia sul piano sociale, sia su quello culturale, sia nelle provenienze esperienziali).<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la politica &egrave; venuta meno la <em>fase della gavetta<\/em>, del tirocinio che incominciava nelle sezioni, proseguiva nella amministrazione degli enti locali e, per i migliori o magari per quelli messi meglio, finiva nelle aule parlamentari. Di mezzo, per quanto riguardava i comunisti (e in parte i democristiani) c&#39;erano anche le scuole di partito dove si studiava tutto ci&ograve; che era ritenuto indispensabile a un buon politico (storia, economia, sociologia, filosofia, tecniche di amministrazione, &#8230;). In qualche caso i comunisti venivano addirittura mandati a studiare a Mosca (&egrave; il caso, per esempio di Cervetti, storico leader dei <em>miglioristi<\/em> comunisti).<\/p>\n<p>Oggi le salite, e anche le discese, sono molto pi&ugrave; rapide: basta salire sul tram giusto, far parte della cordata vincente, e dopo essere ascesi <em>capita anche di restare l&igrave;<\/em> (se si &egrave; pazienti, ubbidienti e poco autonomi).<\/p>\n<p>Ma c&#39;&egrave; un altro aspetto che ha a che fare con la politica di cui bisogna trattare: la pubblica amministrazione, sia a livello centrale, sia a livello regionale e degli enti locali di grandi dimensioni, si &egrave; riempita di consiglieri economici, consiglieri giuridici, esperti di diritto pubblico e amministrativo, esperti in visto &#8230; visto &#8230; considerato &#8230; richiamato &#8230; tenuto conto &#8230;&nbsp; Sono i signori del <em>combinato disposto&nbsp; <\/em>di cui abbiamo fatto una bella indigestione anche nei mesi scorsi.<\/p>\n<p>Di <em>governo dei tecnici<\/em> si &egrave; parlato (e poi lo si &egrave; praticato) quando la politica era in situazione di stallo e si utilizzava la accoppiata tecnici+solidariet&agrave;. L&#39;esperimento non &egrave; stato esaltante anche se &egrave; servito alla politica a prendere alcune decisioni (per esempio su politiche di bilancio e su sistema previdenziale) che nessuno voleva prendere.<\/p>\n<p>Ma torniamo al dunque: <em>i dirigenti, gli alti funzionari dello stato devono essere dei tecnici?<\/em> La risposta &egrave; certamente s&igrave; anche se in loro deve sempre essere presente una visione generale e ci&ograve; &egrave; tanto pi&ugrave; vero man mano che si sale nella scala del potere. Contano come prerequisiti gli studi alle spalle, ma conta soprattutto non avere smesso di studiare e di documentarsi, contano la ricchezza e molteplicit&agrave; delle esperienze personali, conta l&#39;avere o il non avere una fiamma che ti spinge a diversificare, a curiosare, a cambiate, a non accontentarti.<\/p>\n<p>Non molti lo sanno ma la attuale normativa sulla dirigenza dello Stato che risale alla Legge 15 marzo 1997, n. 59(legge Bassanini &#8211; <i>Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della Pubblica Amministrazione e per la semplificazione amministrativa<\/i>) nel momento in cui istituisce la figura dei dirigenti scolastici lo fa precisando che questi abbiano uno status particolare: sono dirigenti ma prima devono avere insegnato. Attenzione non &egrave; la stessa cosa del primario ospedaliero che &egrave; ovviamente un medico, ma non &egrave; un dirigente dello stato, piuttosto il dirigente di una struttura tecnico operativa di livello regionale.<\/p>\n<p>Il dirigente scolastico deve provenire dalla carriera dei professori perch&eacute; va dirigere una entit&agrave; (la scuola della autonomia) che opera e vive nel suo territorio (fatto di studenti, docenti, personale non docente, famiglie, associazioni professionali, realt&agrave; economico produttive) e che si occupa di produrre un bene che ha a che fare con due professionalit&agrave; specifiche dei docenti: trasmettere sapere ed educare.<\/p>\n<p>Appena si sale di un gradino e si passa agli uffici scolastici regionali e poi pi&ugrave; su si va ai dirigenti del ministero questo requisito cessa: aumenta la complessit&agrave; e viene meno il requisito specifico. E cosa rimane dello specifico scuola? Rimane la necessit&agrave; di conoscerne i grandi problemi (il successo formativo, il ruolo delle competenze, i sistemi di formazione europei, la articolazione dei diversi livelli del sistema) ma ora ci si deve occupare di far funzionare in maniera efficace una grande organizzazione fatta di persone e (solo in parte ridotta, purtroppo) di tecnologie e investimenti.<\/p>\n<p>E il ministro? Il ministro della Istruzione e della Ricerca &egrave; in primo luogo un ministro, cio&egrave; la figura apicale di un pezzo del nostro stato: &egrave; un <em>pares <\/em>quando partecipa al Consiglio dei ministri, &egrave; un <em>primum <\/em>quando presiede le diverse aree del ministero quando decide di dare priorit&agrave; ad una cosa o all&#39;altra, di far predisporre un decreto ministeriale o delle linee guida. Per farlo bene deve conoscere i problemi del nostro sistema di istruzione, deve essere un innovatore, deve sapere di organizzazione, secondo me non &egrave; indispensabile n&egrave; che sia laureato (perch&eacute; dipende tutto da cosa ha fatto nella vita) n&egrave; che abbia insegnato (ma deve essere una persona attenta ai problemi della scuola).<\/p>\n<p>Lo stesso vale per gli altri ministri: il problema vero, per dirla con uno slogan e <em>1) quanto vali? 2) ci sei o ci fai?<\/em><\/p>\n<p>Scelgo volutamente di non entrare nel merito delle professionalit&agrave; di Valeria Fedeli su cui si &egrave; innescata una polemica secondo me fuori luogo che non tiene conto del fatto che l&#39;Italia della fine degli anni 60 era molto diversa da quella che conosciamo oggi. Dovendo misurare la professionalit&agrave; di un ministro andrei a guardare il curriculum (in questo caso la direzione di due sindacati nazionali &#8211; pubblico impiego e tessili) e alcune caratteristiche personali (in particolare il pragmatismo) che depongono a suo favore. Mi ricorderei anche del fatto che nel sindacato e poi al Senato &egrave; arrivata ai gradini pi&ugrave; alti facendo la gavetta (e questa oggi &egrave; una merce rara).<\/p>\n<p>Il ministero della Pubblica Istruzione viene da una lunga fase di gestione (per capirci quella dopo Berlinguer e in parte dopo Gelmini) in cui al ministero l&#39;ha fatta da padrona la burocrazia ministeriale ed &egrave; mancata una direzione politica. Cos&igrave; nella applicazione della legge 107 (la Buona Scuola) hanno dominato gli aspetti della cattiva burocrazia e quelli dello spreco oltre che intoppi di vario tipo.<\/p>\n<p>Questo, lo si dica o lo si sussurri appena, &egrave; un governo a termine e se la gioca sulla capacit&agrave; di usare i tempi brevi per sistemare ci&ograve; che &egrave; stato fatto male; Valeria Fedeli per via della sua esperienza di vita, potrebbe anche fare bene. Staremo a vedere.<\/p>\n<hr \/>\n<p>Questo articolo &egrave; in parte figlio di <a href=\"http:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/?p=6916\" title=\"assistente sociale \u2013 dottoressa?\">assistente sociale &ndash; dottoressa?<\/a> pubblicato qualche giorno fa e che ha avuto un certo successo in termini di letture.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il ministro della sanit&agrave; deve essere un medico, quello dei trasporti un ingegnere, quello della ricerca un fisico, quello della economia un bocconiano? 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