{"id":8309,"date":"2018-06-28T10:04:57","date_gmt":"2018-06-28T08:04:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/?p=8309"},"modified":"2018-06-28T18:49:59","modified_gmt":"2018-06-28T16:49:59","slug":"sergio-romano-in-lode-della-guerra-fredda-controstoria-recensione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/?p=8309","title":{"rendered":"Sergio Romano &#8211; In lode della guerra fredda (controstoria) &#8211; recensione"},"content":{"rendered":"<div class=\"pdfprnt-buttons pdfprnt-buttons-post pdfprnt-top-right\"><a href=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/index.php?rest_route=wpv2posts8309&print=pdf\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-pdf\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/pdf.png\" alt=\"image_pdf\" title=\"Visualizza PDF\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/index.php?rest_route=wpv2posts8309&print=print\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-print\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/print.png\" alt=\"image_print\" title=\"Stampa contenuto\" \/><\/a><\/div><p class=\"description\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"310\" height=\"474\" alt=\"\" class=\"alignleft size-full wp-image-8310\" src=\"http:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/sergioromanoinlodedellaguerrafredda.jpg\" style=\"width: 310px; height: 474px; float: left;\" title=\"sergio romano in lode della guerra fredda\" srcset=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/sergioromanoinlodedellaguerrafredda.jpg 310w, https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/sergioromanoinlodedellaguerrafredda-196x300.jpg 196w\" sizes=\"(max-width: 310px) 100vw, 310px\" \/>Presi come siamo dalla quotidianit&agrave;, gli avvenimenti importanti ci passano sotto il naso, ci diciamo che <em>domani approfondir&ograve;<\/em> e poi ce ne dimentichiamo. Tra gli argomenti importanti c&#39;&egrave; sicuramente il rapporto tra le potenze che contano, con tutti i singoli risvolti: i trattati, le trattative diplomatiche pi&ugrave; o meno segrete, gli impegni assunti ma non rispettati, le <em>piccole guerre<\/em>.<\/p>\n<p class=\"description\">Sergio Romano, per via dell&#39;aver fatto l&#39;ambasciatore italiano prima presso la NATO e poi a Mosca (dall&#39;85 all&#39;89), pu&ograve; essere considerato un esperto oltre che un testimone.<\/p>\n<p class=\"description\">Il libro &egrave; piccolo, ma molto denso di informazioni e di contenuti ed &egrave; ben descritto dal titolo; tutto sommato la situazione &egrave; stata pi&ugrave; tranquilla dalla fine della II guerra mondiale alla rivoluzione dell&#39;89 perch&eacute; gli arsenali nucleari e l&#39;esistenza di due superpotenze in <em>conflitto-competizione<\/em>, facevano s&igrave; che ci si muovesse con cautela.<\/p>\n<p class=\"description\">A questo proposito, nei primi capitoli, Romano ci racconta dello svolgimento di alcune crisi pesanti che furono risolte dal <em>buon senso<\/em> della deterrenza: la rivoluzione ungherese associata alla crisi di Suez, lo status di Vienna e di Berlino, la primavera di Praga e l&#39;invasione della Cecoslovacchia, l&#39;atto di Helsinky e i trattati sulla non proliferazione. Ma ancora: la guerra di Corea, la crisi di Cuba, il Vietnam, l&#39;Afghanistan, la guerra dei missili (SS20). Si faceva la voce grossa ma poi alla fine si costruiva l&#39;accordo e si andava avanti.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p class=\"description\">Poi &egrave; venuta la fine del comunismo e Romano ce la racconta bene, soprattutto per quel che riguarda la situazione in URSS e la vicenda di Gorba\u010d&euml;v (i problemi interni al PCUS, la dissoluzione del sistema, il diverso collocarsi delle ex repubbliche).<\/p>\n<p class=\"description\">Siamo neanche a met&agrave; libro e Romano inizia la narrazione del dopo: degli errori, delle mosse superficiali, della incapacit&agrave; dell&#39;Occidente di essere lungimirante. La Jugoslavia in dissoluzione, la Nato che diventa strumento di guerra quando &egrave; venuto meno il tema che l&#39;aveva fatta esistere. Gli USA iniziano a comportarsi da <em>potenza indispensabile.<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p class=\"description\"><code>L&rsquo;organizzazione era stata creata nel 1950 per difendere l&rsquo;Europa contro la minaccia sovietica. Ma fu impiegata soltanto dopo la fine della Guerra fredda contro un Paese che nei decenni precedenti non era appartenuto ad alcuno dei due campi e aveva contribuito, con il suo &laquo;non impegno&raquo;, alla pace del continente. Fu la guerra di tutti i Paesi che facevano parte dell&rsquo;Alleanza, ma il comandante supremo era americano e rispondeva delle sue scelte strategiche soltanto al presidente degli Stati Uniti. Il Consiglio militare dell&rsquo;Alleanza si riuniva ogni mattina per scegliere i bersagli che sarebbero stati colpiti nelle incursioni aeree delle ore successive. Ma anche quella collegialit&agrave; fin&igrave; per infastidire gli americani e fu abolita nelle altre &laquo;guerre della Nato&raquo; combattute da allora.<br \/>\n\tDopo essere stata per pi&ugrave; di quarant&rsquo;anni il necessario contrappeso del Patto di Varsavia, l&rsquo;organizzazione stava diventando l&rsquo;uniforme che gli americani indossano per dare una parvenza internazionalista ai loro disegni politici e strategici. Quando fu chiaro che non tutti i suoi membri avrebbero sempre risposto all&rsquo;appello di Washington, fu inventata la <em>coalition of the willing,<\/em> la coalizione dei volonterosi, vale a dire il permesso di &laquo;marcare visita&raquo; per coloro che non si sentivano coinvolti in una particolare vicenda. <\/code><\/p>\n<hr \/>\n<p class=\"description\">Inizia l&#39;era delle guerre e della punizione degli <em>stati canaglia<\/em> mentre la Russia &egrave; alle prese con la rinascita dell&#39;Islam interno e con la questione Ucraina su&nbsp; cui l&#39;Occidente viola esplicitamente gli accordi a suo tempo presi tra Bush e Gorba\u010d&euml;v. La politica estera statunitense, ma in parte anche quella delle potenze europee, venuto a mancare il contrappeso, inizia ad essere fortemente condizionata dalla politica interna:<\/p>\n<hr \/>\n<p class=\"description\"><code>L&rsquo;allargamento della Nato era esattamente ci&ograve; che gli Stati Uniti, mentre si trattava il problema della unificazione tedesca, avevano assicurato di non desiderare. Ma se l&rsquo;America aveva vinto la guerra perch&eacute; avrebbe dovuto tenere conto dei desideri di uno Stato sconfitto? La prospettiva di nuove commesse piaceva anche a quei deputati e senatori che avevano industrie militari nei loro collegi. E non potevano spiacere al presidente, infine, i voti con cui le lobby nazionali lo avrebbero ringraziato per avere esaudito i loro desideri. La Guerra fredda aveva avuto un grande merito: aveva costretto i due campi a evitare pericolose provocazioni, a comportarsi responsabilmente. La fine della Guerra fredda, per quanto concerne gli Stati Uniti, sanc&igrave; invece la priorit&agrave; della politica interna sulla politica estera. La profezia di Eisenhower nell&rsquo;ultimo messaggio ai suoi connazionali (&laquo;diffidate del complesso militare industriale&raquo;) divenne ancora pi&ugrave; attuale di quanto fosse stata nel momento in cui era stata pronunciata.<\/code><\/p>\n<hr \/>\n<p class=\"description\">A fine libro, chiedendosi cosa accadr&agrave;, Romano pone il problema dell&#39;Europa,<\/p>\n<hr \/>\n<p class=\"description\"><code>Non abbiamo alcun interesse a sperare che un ritorno alla Guerra fredda restituisca al presidente degli Stati Uniti i poteri perduti. Non abbiamo alcun interesse ad auspicare un mondo in cui la minaccia nucleare sia il solo fattore che costringe le maggiori potenze a dare prova di prudenza e buon senso. Ma non possiamo riporre speranze nella riforma delle Nazioni Unite, un esercizio che rimetterebbe in discussione il diritto di veto al Consiglio di sicurezza e che nessuno dei &laquo;grandi&raquo; &egrave; disposto ad accettare. E siamo troppo laici, infine, per credere che le parole di un pontefice romano, per quanto intelligente e accattivante, possano avere una decisiva influenza sul modo in cui gli Stati perseguono sulla scena internazionale interessi difficilmente conciliabili. Ma le inevitabili crisi dei prossimi anni saranno ancora pi&ugrave; gravi se i Paesi dell&rsquo;Unione Europea saranno costretti a subirle senza essere in grado di far pesare il proprio punto di vista. Dopo le rivolte arabe e lo scoppio della crisi ucraina abbiamo frontiere &laquo;calde&raquo; che non possono pi&ugrave; essere lasciate alle risorse e qualche volta, purtroppo, ai capricci dei singoli Stati confinanti. La frontiera con la Russia e quella del Mediterraneo con gli Stati arabi dell&rsquo;Africa del Nord e del Levante sono frontiere comuni. Ma la politica estera europea &egrave; ancora quasi sempre un confuso coro di stonate iniziative individuali.<\/code><\/p>\n<hr \/>\n<div class=\"description\"><strong><span style=\"color:#b22222;\">In lode della guerra fredda. Una controstoria<\/span><br \/>\n\t<span style=\"color:#008000;\">Sergio Romano<\/span><\/strong><br \/>\n\tEditore: Longanesi Collana: Le spade Anno edizione: 2015 Pagine: 132<\/div>\n<div class=\"description\">cartaceo 16 &euro;&nbsp; ebook 9.99 &euro;<\/p>\n<hr \/>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Presi come siamo dalla quotidianit&agrave;, gli avvenimenti importanti ci passano sotto il naso, ci diciamo che domani approfondir&ograve; e poi ce ne dimentichiamo. Tra gli argomenti importanti c&#39;&egrave; sicuramente il rapporto tra le potenze che contano, con tutti i singoli <span class=\"excerpt-dots\">&hellip;<\/span> <a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/?p=8309\"><span class=\"more-msg\">Continua a leggere &rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"iawp_total_views":9,"footnotes":""},"categories":[11,1403,8],"tags":[],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8309"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=8309"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8309\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8312,"href":"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8309\/revisions\/8312"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=8309"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=8309"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=8309"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}