{"id":95,"date":"2010-02-18T16:14:41","date_gmt":"2010-02-18T15:14:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.hensemberger.it\/~dirigente\/wp\/?p=95"},"modified":"2024-05-06T10:41:31","modified_gmt":"2024-05-06T08:41:31","slug":"competenze-astrazione-cultura-tecnica-e-scientifica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/?p=95","title":{"rendered":"competenze, astrazione, cultura tecnica e scientifica"},"content":{"rendered":"<div class=\"pdfprnt-buttons pdfprnt-buttons-post pdfprnt-top-right\"><a href=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/index.php?rest_route=wpv2posts95&print=pdf\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-pdf\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/pdf.png\" alt=\"image_pdf\" title=\"Visualizza PDF\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/index.php?rest_route=wpv2posts95&print=print\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-print\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/print.png\" alt=\"image_print\" title=\"Stampa contenuto\" \/><\/a><\/div><p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-12724\" src=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2010\/02\/wordlecompetenzeastrazione.png\" alt=\"nuvola comptenze astrazione\" width=\"998\" height=\"309\" srcset=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2010\/02\/wordlecompetenzeastrazione.png 998w, https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2010\/02\/wordlecompetenzeastrazione-300x93.png 300w, https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2010\/02\/wordlecompetenzeastrazione-768x238.png 768w\" sizes=\"(max-width: 998px) 100vw, 998px\" \/><\/p>\n<p>Con la riforma del sistema di istruzione alcune grandi questioni sul <em>core business<\/em> della istruzione tecnica e di quella liceale meritano di essere affrontate in maniera aperta.<\/p>\n<p>Intendo farlo con spirito di servizio a favore di entrambi i sistemi evidenziando <em>valori e limiti di entrambe<\/em> perch\u00e9 il liceo ha bisogno di <em>piegarsi alla cultura del saper fare<\/em> e l\u2019istituto tecnico, se non vuole <em>morire di obsolescenza precoce<\/em>, deve ritrovare nella scienza, nella riflessione sui linguaggi e nella storia delle fondamenta per gettare in modo solido le basi del suo <em>saper fare.<!--more--><\/em>Non \u00e8 una operazione semplice: sostengo che il difetto stia largamente nella cultura del corpo docente (della media e della superiore) che per primo non \u00e8 convinto della pari dignit\u00e0 dei due sistemi ed \u00e8 poco propenso a lasciarsi contaminare. Poich\u00e9 ho studiato all\u2019ITIS, ho insegnato quasi tutta la vita nei licei e sono tornato all\u2019ITIS a fare il DS, ritengo di avere sistematizzato <em>qualche porzione di verit\u00e0 di tipo esperienziale<\/em>.<\/p>\n<h2>tempo scuola, studio domestico e ricerca<\/h2>\n<p>Il tempo scuola va ridotto. Secondo me <em>30 ore settimanali sono ancora troppe<\/em> per la scuola secondaria superiore e, dovendo arrivare a 30-32, mi piacerebbe che fossero di pi\u00f9 le ore del biennio (dove c\u2019\u00e8 ancora un ruolo importante del docente che ti deve insegnare a studiare) rispetto a quelle del triennio dove mi piacerebbe che i docenti fossero <em>maestri di suggestioni<\/em>, di bibliografie, dei tutor di processi di ricerca.<\/p>\n<p>O la scuola riesce a far amare il gusto di studiare (maneggiare libri, scrivere relazioni, usare la rete come strumento di ricerca, usare le mani insieme alla testa) o fallisce. Quasi tutte queste cose, secondo me si devono fare principalmente a casa propria, o magari anche a scuola per sfruttarne gli impianti e le strutture, ma al di fuori delle ore di lezione. Da questo punto di vista c\u2019\u00e8 un aspetto della cultura fondativa del liceo classico che andrebbe trasportata in tutta la scuola superiore. <em>Riabituarsi a pensare<\/em>: questo \u00e8 il punto.<\/p>\n<p>Dunque 5 ore di mattina per 6 giorni sono tante (troppe). Per\u00f2 mi piacerebbe una scuola con un ritorno pomeridiano da dedicare ad attivit\u00e0 esclusivamente di <em>ricerca-approfondimento<\/em>; una scuola meno vincolata alle classi e all\u2019orario in cui una quota dell\u2019organico sia a disposizione degli studenti e della loro attivit\u00e0 progettuale, con una incidenza oraria via via crescente, sino ad occupare la met\u00e0 del tempo scuola nell\u2019ultimo anno.<\/p>\n<p>Nei tecnici ci sar\u00e0 pi\u00f9 attivit\u00e0 da svolgere direttamente in laboratorio, nei licei pi\u00f9 attivit\u00e0 legata allo scrivere ma ci devono essere libert\u00e0 e autoprogettazione.<\/p>\n<h2>il biennio<\/h2>\n<p>Nel biennio c\u2019\u00e8 un\u2019area comune che, lo si voglia o no, viene gestita in maniera abbastanza diversa tra tecnici e liceali. C\u2019\u00e8 una diversit\u00e0 in quello che concretamente si insegna, c\u2019\u00e8 una diversit\u00e0 nel livello della richiesta, c\u2019\u00e8 una diversit\u00e0 negli obiettivi che si ripercuote poi negli strumenti e nei criteri di valutazione.<\/p>\n<p>Esemplifico con la questione degli <em>stili comportamentali<\/em>, degli aspetti di natura affettiva nei confronti dello studio e delle singole discipline, del metodo di studio e della personalizzazione degli obiettivi. Nei tecnici lavorare sugli stili comportamentali \u00e8 la norma e si <em>diventa di bocca buona<\/em>; nel liceo si \u00e8 pi\u00f9 inflessibili (<em>o ti pieghi o ti spezzo<\/em>).<\/p>\n<p>Quando insegnavo al Liceo ero strabiliato dalla quantit\u00e0 di compiti (spesso ripetitivi) che vedevo assegnare dai colleghi (anche di area scientifica, ma soprattutto di Lettere e Inglese). I miei studenti all\u2019inizio credevano che <em>il professor Cereda non d\u00e0 i compiti per domani<\/em>, poi pian piano comprendevano che il compito era lavorare su quanto si era fatto in classe (rivedere, approfondire, giocare, sfidarsi, \u2026). Poi sono arrivato all\u2019ITIS e sono rimasto strabiliato nello scoprire (intervistando i bravissimi) che \u00e8 <em>normale e generalizzato il non studiare<\/em>.<\/p>\n<p>Bisogna rompere questa spirale infernale che produce due effetti:<\/p>\n<ul>\n<li>in ambito liceale spreca risorse perch\u00e9 espelle da 4 a 6 studenti per classe; non li si motiva, la pedagogia della costrizione non funziona e si finisce affermando che <em>hanno sbagliato scuola<\/em>; il che \u00e8 forse vero per 1 di quei 6, ma per gli altri 5 \u00e8 la scuola ad aver fallito eppure <em>si pensa che vada bene cos\u00ec<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>in ambito tecnico crea di anno in anno <em>le nomee sulle scuole<\/em> che girano tra gli studenti e che costituiscono poi le vere motivazioni alle scelte: <em>vado l\u00ec perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 da studiare<\/em>,<em> vado l\u00ec perch\u00e9 la scuola \u00e8 comoda,<\/em> \u2026Il biennio si trasforma in parcheggio per l\u2019assolvimento dell\u2019obbligo e nel triennio si deve ricominciare perch\u00e9 le conoscenze e competenze basilari e propedeutiche spesso non ci sono.<\/li>\n<\/ul>\n<h2>il triennio<\/h2>\n<p>Il nuovo Liceo Scientifico nelle due opzioni (<em>con e senza latino<\/em>) muove qualche passo significativo nella direzione della modernit\u00e0 e personalmente penso che sarebbe stato pi\u00f9 corretto attivare due opzioni entrambe senza latino (con pi\u00f9 scienza o con una seconda lingua comunitaria). Lasciatemelo dire papale papale: non \u00e8 vero che senza latino non c\u2019\u00e8 cultura; non \u00e8 vero che senza il latino non si impara a strutturare la conoscenza; non \u00e8 vero che senza il latino non si hanno radici.<\/p>\n<p>E\u2019 stata fatta una scelta di tipo nominalistico (<em>scienze applicate<\/em>) pensando che con un nome si potesse risolvere il doppio problema del destino delle due sperimentazioni Brocca (negli ITI) e PNI (nei licei) e quello del rapporto con la Istruzione Tecnica.<\/p>\n<p>Soluzione nominalistica perch\u00e9 le <em>scienze applicate<\/em> sono cose come la <em>teoria dei sistemi<\/em>, le <em>biotecnologie, le nanonotecnologie, la fisica del plasma, la bioingegneria,<\/em> \u2026 e di queste cose, come \u00e8 ovvio, non si tratta al liceo. La vera scelta fatta \u00e8 stata quella di dare un maggior peso alle scienze biologiche (e alla chimica per effetto trascinamento) riconoscendo che la biologia oggi gioca il ruolo che nella prima met\u00e0 del 900 fu della fisica.<\/p>\n<p>E\u2019 una scelta importante che spero non si immiserisca nei compromessi legati alla costituzione delle cattedre, che non diventi un insegnamento di aspetti specialistici della biochimica, che faccia fare un salto alla cultura dei nostri giovani in senso evoluzionistico.<\/p>\n<p>La seconda scelta ha riguardato la eliminazione di ogni forma di compresenza nel momento in cui si parla di didattica laboratoriale. Era inevitabile per ragioni di bilancio e non significa necessariamente fine della pratica di laboratorio. Nella attivazione delle <em>scienze applicate<\/em> sono stati giustamente privilegiati gli ex licei scientifici tecnologici che stanno largamente negli ITI e dunque dispongono di laboratori e di Aiutanti Tecnici (e non necessariamente per le sole discipline scientifiche ma anche nel settore applicativo e tecnico).<\/p>\n<h2>teoria e pratica<\/h2>\n<p>In proposito ci sono due questioni aperte:<\/p>\n<ul>\n<li>bisogna capire che <em>la sperimentazione scientifica \u00e8 nemica della campanella<\/em> e dunque se si vuole salvaguardare l\u2019idea di un tempo scuola decente bisogna che la scuola <em>educhi alla sperimentazione<\/em> ma che essa <em>si compia anche con tempi e modalit\u00e0 esterne al tempo scuola<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>bisogna che il ministero accetti l\u2019idea di reinvestire da subito una quota dei tagli in personale in una disponibilit\u00e0 all\u2019<em>organico funzionale<\/em> dando i poteri di scelta-gestione ai dirigenti e responsabilizzandoli rispetto ai risultati. I tecnici del ministero che supportano il ministro sono attesi alla prova.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Per quanto riguarda i Tecnici dell\u2019indirizzo tecnologico ben vengano la riduzione oraria da 36 a 32 ore, ben vengano i risparmi (non la eliminazione) sul terreno delle compresenze con una chiara indicazione a che gli ingegneri stiano di pi\u00f9 a contatto con macchine ed impianti.<\/p>\n<p>Mi auguro che ci si orienti, per quanto riguarda le classi di concorso, a quanto gi\u00e0 fatto per i meccanici: una unica classe per 3 o 4 insegnamenti che garantisca una maggiore condivisione del progetto educativo, una maggiore interscambiabilit\u00e0, la crescita di una cultura per competenze, che non pu\u00f2 crescere se non si superano i compartimenti stagni delle discipline specialistiche.<\/p>\n<h2>gli investimenti e la alternanza<\/h2>\n<p><em>Last but not least<\/em> il problema degli investimenti in impianti e attrezzature. Par di capire che non se ne parler\u00e0 pi\u00f9 perch\u00e9 le vacche grasse sono morte tutte e ci sono rimasti Tremonti sul piano intellettuale e Ghedini su quello fisico.<\/p>\n<p>E\u2019 giusto che non se ne parli se non si d\u00e0 autonomia amministrativa alle scuole (condizione per poter ragionare di risultati). Posso incominciare a vendere servizi e prodotti quando non c\u2019\u00e8 didattica? Posso pensare di far funzionare le macchine 36 ore la settimana per 280 giorni o devo rassegnarmi a macchine che pago agli stessi prezzi delle aziende (e alle medesime condizioni contrattuali) ma che poi funzionano 15-20 ore la settimana per 28-30 settimane?<\/p>\n<p>Bisogna andare in sinergia con le imprese ma la sinergia non vuol dire che <em>facciamo un po\u2019 di alternanza scuola lavoro<\/em> e il problema si risolve. Fare sistematicamente della alternanza \u00e8 un grande risultato e mi auguro che si inizi a pensarla e praticarla su 4\u00b0 e 5\u00b0 anno quando, sar\u00e0 anche faticosa ma, ha senso rispetto al progetto formativo e alle convenienze aziendali.<\/p>\n<p>Le scuole saranno in grado di avere rapporti bilaterali con il mondo imprenditoriale (docenze che entrano e formazione e servizi che escono)? Il mondo delle imprese \u00e8 fatto di gente pratica che ragiona su budget e convenienze in cui la lungimiranza si deve sposare con la convenienza.<\/p>\n<h2>la didattica per competenze<\/h2>\n<p>Chiudo ritornando ad un tema di carattere unitario tra i due sistemi liceale e tecnico: quello della didattica per competenze. Le mani e il cervello possono attivarsi nel percorso scolastico se si realizzano alcune condizioni legate al modo di fare scuola.<\/p>\n<ul>\n<li>si abbattono i compartimenti stagni e i docenti accettano di collaborare tra loro e farsi contaminare reciprocamente;<\/li>\n<li>si fa strada nella didattica l\u2019idea di mettere al centro lo studente, il suo processo di apprendimento, la sua autonomia (passioni, inclinazioni, attitudini) e dunque si d\u00e0 sempre meno peso al programma e sempre di pi\u00f9 agli obiettivi;<\/li>\n<li>si incomincia a fare un uso sistematico delle nuove tecnologie non solo in chiave strumentale ma come nuovi modi di organizzare la conoscenza e il suo utilizzo;<\/li>\n<li>si incomincia a praticare qualche forma di flessibilit\u00e0 organizzativa nell\u2019impianto della scuola.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Chiss\u00e0 quanto tempo ci vorr\u00e0 a praticare l\u2019idea morattiana dell\u2019insegnamento in Inglese di una disciplina non linguistica? Chi decide? Chi lo fa? Quale graduatorie? Quali titoli? Quali corsi di aggiornamento? Con quale compresenza? E intanto il fiume scorre.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con la riforma del sistema di istruzione alcune grandi questioni sul core business della istruzione tecnica e di quella liceale meritano di essere affrontate in maniera aperta. 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