La democrazia malata e il SI’ come placebo – di Giovanni Cominelli

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E’quanto meno dubbio che, se la democrazia italiana è malata, la vittoria eventuale del SI possa costituire la prima tappa della sua guarigione. Come già fatto notare su queste pagine e da molti altri su altre pagine, le riforme di un sistema complesso non si possono fare tutte in un solo giorno; vanno anch’esse per tappe… Ma si deve anche sapere dove si trova il traguardo. Il “SÌ riformista” dispone soltanto di un meta-traguardo. Spera, cioè, che compiuta la prima tappa – quella della riduzione del numero dei parlamentari – fatalmente si debba procedere o, comunque sia più facile farlo, verso una seconda tappa. Ma qui è facile obbiettare che ci troviamo in pieno pensiero desiderante con il quale né si fanno riforme né si stabiliscono traguardi. Quanto all’intero schieramento del SÌ, ha almeno due traguardi reciprocamente contraddittori: riformista e populista. Il NO, a sua volta variegato, ha una piattaforma più semplice: intende conservare l’attuale struttura della rappresentanza. Chi vota NO, lo fa perché la riforma proposta gli appare o inutile o dannosa.

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referendum – di Roberto Ceriani

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Venerdì sera sono andato alla manifestazione di Milano per il NO. Per me, che praticamente non conosco la televisione, era un'occasione unica per ascoltare tutti insieme persone del calibro di Lisa Noja, Emma Bonino, Calenda, Della Vedova, Gori, Richetti, Cottarelli, Maran, Nannicini e altri.

Appena arrivato sentivo in piazza uno strano clima inusuale. Poi ho capito la stranezza: erano quasi tutti giovani! Ormai, da bravo vecchietto settantenne, ero abituato a vedere nelle piazze milanesi solo capelli bianchi. Questa concentrazione di giovani mi sembrava proprio strana. Positiva? Negativa? Non so, comunque era così. I discorsi erano brevi e concreti (non proprio tutti).

Avevo già deciso di votare NO, ma ora ho le idee più chiare.

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io voto così

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Come voto al referendum? Ci ho pensato, fedele al mio motto riformista e pragmatico putost che nient l'è mej putost, ma in questo caso non trovo il putost e dunque mi rimarrebbe solo il nient.

Voto no perché questo è un referendum costituzionale di approvazione di una caccola mentre tutta la seconda parte della nostra Costituzione ha bisogno di essere rivista in profondità.

Voto no perché si tratta di un progetto nato per assecondare il peggiore qualunquismo contro la politica.

Voto no perché: scommettiamo che dopo la vittoria del sì si allontanerà ulteriormente la possibilità di fare quelle riforme profonde che andrebbero fatte?

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Emergenza come politica – di Giovanni Cominelli

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Alla fine, uno che scrive di questa Italia si sente in colpa. Se volge lo sguardo alla Politica, all’Amministrazione, alla Magistratura, alla TV, ai Social, alla Scuola, all’Università… insomma alla Sovrastruttura e alla Struttura, allo Stato e alla Società civile…, beh! allora può soltanto intingere il pennino nel nero inchiostro della malinconia oppure attingere dal serbatoio degli emoticon più acidi o irosi. E perciò si sente colpevole – e spesso ne è accusato – di pessimismo ipercritico e gratuitamente distruttivo.

Troppo facile trovare motivi di scontento, in questo Paese del nostro scontento. Però, se passa dallo sguardo verticale sulle Entità sopra elencate a quello orizzontale sulle opere e i giorni delle persone che si muovono lì attorno, che vivono la vita quotidiana, allora percepisce energia ed è invogliato alla speranza. Non principalmente né tanto colta nei discorsi espliciti dei singoli, per lo più a loro volta intrisi di atrabìle, l'umore della malinconia, ma nei movimenti, nelle azioni, nelle scelte.

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buon anno – di Paola Molesini

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Noi gente di scuola facciamo così. È tale e tanto il senso di appartenenza alla scuola che misuriamo il nostro tempo per anni scolastici e ci ritroviamo ad ogni inizio a farci gli auguri, perché ogni anno è portatore di novità di nuove persone da incontrare, nuovi studenti, nuovi genitori, nuovi colleghi, di amici da rivedere. Ma anche la novità degli studenti che si ritrovano, di una comunità che continua un percorso…

Quest’anno poi ci “rivede” dopo una lunghissima pausa, densa di paure e di sconvolgimenti, che ci fanno ritrovare solo guardandoci negli occhi, senza abbracci, con maschere che nascondono le nostre espressioni….

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