Maurizio Colozza

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Non è facile fare il Sindaco nel 2021. Tutti si riempiono la bocca della importanza della istituzione Comune, della importanza dei Sindaci, del fatto che lo Stato Democratico parte necessariamente dal territorio. Il Sindaco è il responsabile della sanità e igiene pubblica, è il responsabile del governo del territorio, è il responsabile dell'ordine pubblico e poi … poi vai a vedere e Maurizio Colozza, anni 71, colonnello dei Carabinieri in pensione, già comandante della stazione di Poggibonsi e poi responsabile del nucleo operativo a Siena, muore di Covid perché non è stato vaccinato. Pochi mesi fa era morto allo stesso modo suo fratello di 69 anni.

Si è preso il Covid probabilmente in famiglia (ma chi lo sa?) e all'inizio ha cercato di continuare, poi è stato ricoverato con il casco, poi è finito in terapia intensiva e poi è morto. C'è qualcosa che non funziona nei servizi televisivi che ti mostrano Mattarella e Draghi che fanno la fila, che aspettano il loro turno (per età), servizi televisivi che giocano di sponda con la antipolitica. Ma che bravo Draghi, ma che bravo Mattarella che aspettano il loro turno e fanno la fila.

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utopia rossa ?

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Mentre mi davo da fare per recensire i contributi principali di tipo biograficio e letterario di Victor Serge sono finito sulla pagina di Massari Editore, una piccola casa editrice (270 titoli in catalogo) che pubblica opere del filone del comunismo libertario ed in particolare di Victor Serge e di Che Guevara.

Di Serge ha pubblicato una nuova versione tradotta ex novo e partendo dal manoscritto delle Memorie di uin Rivoluzionario e la traduzione italiana dei quaderni (Carnets) con gli appunti di Serge dal 40 alla morte nel 1947. Di Ernesto Che Guevara. Roberto Massari che ha vissuto anche a Cuba, è uno dei massimi studiosi mondiali e conoscitori e nel catalogo della casa editrice c'è una collana a lui dedicata con 37 titoli.

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1974-1976: gli anni del Quotidiano – la grande avventura

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Avanguardia Operaia voleva decollare a livello nazionale e per raggiungere l'obiettivo serviva un quotidiano. Non conosco gli aspetti organizzativi e di pianificazione e mi auguro che qualcuno li espliciti (i finanziamenti, la struttura, la selezione dei redattori, l'acquisto della grafica Effeti, la organizzazione della distribuzione, la amministrazione).

Oskian mi chiamò e mi disse che avevano pensato a me come caposervizio interni. Così, dopo alterne vicende, qualche permesso e qualche malattia, mi licenziai dallo stato nell'anno in cui stavo per passare di ruolo. Bruna non era proprio entusiasta, ma almeno avevamo la sicurezza del suo posto di assistente sociale in Ospedale. Era una avventura, lo sapevamo; ma in quegli anni siamo vissuti tutti di scelte di vita e di avventure.

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Memorie di un rivoluzionario – di Victor Serge (2) recensione

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Solitamente si sostiene che la degenerazione nello stato sovietico abbia a che fare con la costruzione del potere staliniano, come se fosse esistita una fase aurea, governata da Lenin in coppia con Trockij, in cui, pur con mille problemi, le cose avrebbero sostanzialmente funzionato e una successiva fase degenerata dovuta alla presa del potere da parte di Stalin.

Secondo Serge la questione è più complessa e sarebbero state le condizioni di accerchiamento della rivoluzione a spingere il potere sovietico sulla strada del totalitarismo, una strada che, una volta imboccata, avrebbe portato agli esiti che conosciamo. 

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Raoul Martini – di Guido Morano

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Chi incontrava Raoul per la prima volta era colpito dal suo aspetto fisico. La sua caratteristica principale era il volto, caratterizzato in particolare dal  naso. Naso schiacciato, come quello dei pugili, frutto se non ricordo male, di un fortuito incidente di gioco da bambino e dell’intervento di qualche pessimo chirurgo.

Chi non lo conosceva pensava a una sua passione per la boxe e già questo incuteva  una certa prudenza verso di lui. Inoltre conferiva al viso, insieme a due occhi scuri e ai capelli mori, un’aria vagamente orientale che attirava l’attenzione. Raoul lo sapeva ed esibiva questa particolarità con ironia che celava credo, il disagio che quella malformazione gli aveva creato.

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Riflessioni sul comunismo di un lettore di Victor Serge – di Alvaro Ricotti

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Ho seguito il suggerimento di Claudio Cereda e sono andato alla ricerca della versione cartacea del libro di Victor Serge Memorie di un rivoluzionario. Nell’attesa che mi fosse recapitato, mi sono scaricato, come primo assaggio, la versione in ebook di Tutto ciò che un rivoluzionario deve sapere sulla repressione sempre di Serge.  In questo piccolo libro Serge tratteggia il suo ruolo di Commissario presso gli ex archivi del Ministero degli Interni a Pietroburgo. Nella immagine di apertura vediamo Serge a Pietroburgo nel 1921 con il figlio Vlady, la moglie e la cognata.

Questo incarico gli venne assegnato al suo arrivo in Russia nell’aprile del ’19. Nella veste di Commissario aveva il compito di riordinare gli archivi della polizia segreta zarista, individuare per quanto poteva gli ex infiltrati doppiogiochisti nelle file delle organizzazioni rivoluzionarie anti zariste, che ancora erano in circolazione magari riciclati come ferventi bolscevichi, ma doveva, soprattutto, evitare che questi archivi, con la loro ricca documentazione riguardanti i militanti rivoluzionari, cadessero nelle mani delle forze controrivoluzionarie bianche, eventualità non del tutto remota in seguito dell’offensiva degli eserciti bianchi verso Pietroburgo.

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