le vite degli altri … un po’ anche nostre

Le vite degli altri è un film tedesco del 2006 che ha preso l'Oscar come  migliore film straniero  e che racconta una vicenda di STASI (la polizia politica della ex Germania Est) alla metà degli anni 80.

Me lo sono gustato e lo dedico idealmente a tutti coloro che, nella cerchia della sinistra, continuano ad essere di bocca buona nei confronti delle vicende del socialismo reale, come se certe cose non ci avessero riguardato perché noi in Italia eravamo comunque diversi e non c'entravamo con le deviazioni dalla via maestra che avvenivano ad est.

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Italia Viva

L'abbandono del PD da parte di Renzi e di una parte dei renziani segna la fine della fase politica iniziata con le mosse estive di Salvini: c'è un governo con tre gambe (5*, PD, Italia Viva) e un pezzo (LEU), c'è, in embrione, una nuova forza politica tutta da fare.

Per quanto riguarda il governo attendo gli atti perché un governo si giudica dai fatti e non dall'elenco ottimo e abbondante snocciolato da Conte in Parlamento. La mia opinione l'ho scritta negli articoli precedenti e continuo a pensare che sarebbe stato meglio votare subito e far fare la manovra al vincitore delle elezioni. tornare ai fondamentaliMeglio perdere con onore, piuttosto che perdere le elezioni e la faccia -   tanto peggio tanto meglio? – votare per evitare il peggio del peggio.

E veniamo alla scissione del PD.

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tanto peggio tanto meglio? – votare per evitare il peggio del peggio

In questi giorni, in un paio di occasioni mi sono beccato l'accusa di essere un catastrofista, un sostenitore del tanto peggio tanto meglio e allora ci torno sopra.

Nel dichiarare la inopportunità e la non praticabilità dell'accordo incestuoso e ritardato tra PD e M5S mi muovono considerazioni sia di ordine teorico sia di ordine pratico.

La prima e la più importante di tutte è che non si dovrebbe mai proporsi di governare contro qualcuno o contro qualcosa, ma per qualcosa. Ciò che non andava bene un anno e mezzo fa continua a non andare bene, anzi, a maggior ragione non va bene ora perché bisognerebbe allearsi con qualcuno e chiedergli come prima cosa di abrogare ciò che lui ha fatto in termini di politiche sociali, politica economica, riforme istituzionali e politiche per il controllo della immigrazione (per quanto disperato e con i mutui da pagare troverebbe eccessiva la richiesta).

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Meglio perdere con onore, piuttosto che perdere le elezioni e la faccia

La crisi è finita come doveva e l'unica cosa che ha stonato è stata la presenza, accanto al capo del governo, dei due angeli custodi, uno contrito e con una cravatta improponibile e l'altro gradasso, con la corona del rosario, con i pizzini, con le smorfie. Conte con stile e con fermezza ha aperto il quaderno e le ha dette tutte. O meglio ha detto tutto quello che non aveva potuto dire negli ultimi quattro mesi. Trattandosi di una crisi del tutto inedita meglio sarebbe stato avere il capo del governo, da solo con i ministri tecnici, accanto alla presidente del Senato e tutti gli altri al loro posto sui banchi del Senato.

Mattarella, da par suo, ha mandato un messaggio chiaro: le consultazioni durano 24 ore, mi dite cosa volete fare e poi decido. Bene. Ed ecco cosa ne penso io.

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giocano a Shangai, ma credono di fare politica ad alto livello

Ho messo in fila i due post pubblicati su FB negli ultimi giorni e aggiungo solo qualche considerazione un po' più a freddo.

Trovo che in larga parte del nostro parlamento si sia perduto il senso della misura e quello della dignità. Per esempio quando ieri Salvini ha preso in giro i senatori, in particolare quelli del PD per le belle abbronzature e li ha invitati a schiodare il culo dalle poltrone, è stato sbagliato fare gazzarra e scandire Papete. Sarebbe stato molto meglio lasciarlo nel gelo del silenzio.

E' come se, i senatori, si sentissero autorizzati autorizzati quando l'aula è piena di giornalisti e di TV a dare il peggio di sè: colpi di teatro che durano neanche un'ora, insulti, cori da stadio.

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