tutta colpa dei negri – di Roberto Ceriani

Oggi la Sicurezza è il nostro problema principale. Ah, come vivevamo tranquilli quando non c’erano i negri! Negli anni ’50 la rapina di via Osoppo sconvolse il mio quartiere. I banditi scorrazzavano armati sotto casa, però erano educati e non sparavano a noi bambini. Poi, rapina oggi, rapina domani, ci siamo abituati. Andare in banca o all’ufficio postale ci creava un po’ di agitazione. Temevamo una piccola sparatoria di routine, un po’ come oggi nelle scuole americane. Però loro sono più avanti di noi; comperano fucili d’assalto al supermercato, mentre io ho girato tutta l’Esselunga e non ho trovato nemmeno una Ruger semiautomatica da borsetta.

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(in)tolleranza

Nelle ultime settimane ho trovato su Facebook manifestazioni di disagio verso la partecipazione di forze di estrema destra alle elezioni, verso un presunto atteggiamento imbelle da parte delle istituzioni che, si pensa, dovrebbero vietare di più, appelli della serie facciamo noi quello che lo stato non fa.

Il tema è delicato e non ci vuole niente a beccarsi del filo-fascista da chi si autoproclama difensore della democrazia quando lo stato sta con i fascisti. Cercherò dunque di essere razionale e magari un po' pedagogico.

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ho-nestà

Ieri sera ho guardato un quarto d'ora di Sette-Mentana e così ho visto il servizio delle Jene dedicato ai finti bonifici effettuati dalla accoppiata Andrea Cecconi e Carlo Martelli. Quel tipo di giornalismo alla Gabibbo mi ha sempre disturbato e continua a disturbarmi per via della recitazione, della suspense, per l'uso degli effetti speciali, per le domande fatte gridando e mi ha stupito sentire sia Mentana sia Padellaro definire quella roba come una grande inchiesta giornalistica. Strana inchiesta quella in cui una gola profonda ex 5 stelle ti racconta tutto, ti fa i nomi, ti dà le cifre, ti parla dell'uso delle prenotazioni di bonifico anziché delle ricevute. Se vogliamo parliamo di scoop ma non scambiamo  una cassetta della posta per una inchiesta.  

Comunque, al di là di come è andata l'effetto c'è stato e non poteva che essere così visto lo spirito da Savonarola sia dei due presi con le mani nel sacco, sia del movimento della ho-nestà.

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gli immigrati, i fatti, i problemi – di Giovanni Cominelli

Come nasce l’insicurezza? In un paese della Valle Seriana, cinquemila abitanti, nella provincia bergamasca, da un certo giorno, d’improvviso, non preannunciato, si incomincia a vedere per strada un gruppo di ragazzi tra i venti e i trent’anni. Per lo più di origine africana. Gestiti da una cooperativa, abitano in una struttura offerta da un Ente religioso. Al mattino, si recano disciplinatamente al campetto dell’oratorio, a giocare al pallone, fino a mezzogiorno. Poi tornano alla struttura per mangiare. Poi di nuovo all’oratorio.

Quanto alle ragazze, ospiti dalle suore, dopo qualche giorno incominciano a ricevere “strane” telefonate. E dopo qualche altro giorno, scompaiono, catturate rapidamente dalla rete della prostituzione. I ragazzi, si scopre, non sono dei rifugiati: sono immigrati per ragioni economiche, in attesa di essere “vagliati”. Non possono lavorare, neppure se lo volessero. Lo proibisce la legge Bossi-Fini.

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Il caso Oxfam e la mia esperienza nel mondo della cooperazione – di Bruno Petrucci

Il caso Oxfam attira le prime pagine. Riprendo il discorso su onestà e crimine, perché nei lunghi anni in cui sono stato immerso nel mondo della cooperazione, di delinquenti veri e propri non ne ho trovati. Ho trovato però persone che agivano con scarso senso sociale, facili ad approfittare a proprio vantaggio di opportunità dovute a scarsi controlli.

Ciò accadeva soprattutto nei progetti di emergenza, dove i fondi di solidarietà fluiscono facile e abbondanti ed il contesto non permette i controlli necessari. E poi, appunto, ci sono quelli che lavorano come i furbetti del cartellino: "che mi frega, penso ai fatti miei".

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