Un mese in Vietnam – di Roberto Ceriani – 3 la lingua

La ragazza mi ferma per strada per farmi un’intervista. È una studentessa universitaria di una facoltà tecnologica di Hanoi. Per il corso di inglese deve fare un homework costituito da un’intervista a uno straniero.

Ha scelto me come straniero e mi fa alcune domande, mentre la sua amica riprende tutto con un video sul cellulare. L’argomento è “Come vedo l’amore fra i giovani”. Dopo 7-8 minuti di video mi chiede il permesso di fare riprese video. Le mie opzioni di risposta sono ormai ridotte a una sola, quindi accetto.

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Il bambino che sognava la fine del mondo – Antonio Scurati (recensione)

La lettura di questo libro mi è stata suggerita dall'intervento fatto da Antonio Scurati al TG1 a commento dei fatti di Lloret de Mar. Per giorni abbiamo continuato a rivedere, con la memoria, il filmato allucinante dell'uccisione a calci di Niccolò Ciatti circondato da una marea di giovani italiani che riprendono la scena con il telefonino e proprio all'inizio del romanzo (finalista al premio Strega del 2009) Scurati scrive:

Il XX è stato il secolo della violenza della Storia, il XXI sembra avviato a diventare quello della violenza della cronaca.

L’attentato dell’11 settembre 2001, di cui oggi ricorre il sesto anniversario, ha fatto da spartiacque tra queste due epoche della violenza. Appartiene per un verso alla violenza della Storia, per un altro a quella della cronaca.

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Un mese in Vietnam – di Roberto Ceriani – 2 le case verticali

 Sono preoccupato per Daniela. Ha rischiato più volte di farsi investire da auto e moto. Lei attraversa le strade di Hanoi guardando il semaforo: quando diventa verde inizia a camminare! Assurdo! Le ho spiegato il valore puramente ornamentale di quelle luci verdi e rosse ad accensione alternata. L’ingenua credeva che il semplice colore di una lampadina potesse determinare il comportamento di centinaia di motociclisti!!!

Sembrava avere capito, ma poi l’ho vista attraversare una strada a senso unico guardando in un solo verso. Incorreggibile! La sua fiducia nell’osservanza delle regole rasenta l’incoscienza! Non capisce che i sensi unici sono le strade più pericolose perché i molti che viaggiano contromano possono apparire da qualsiasi parte della strada! Se non impara in fretta ad attraversare le strade di Hanoi dovrò comperare un guinzaglio…

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un mese in Vietnam – di Roberto Ceriani – 1 il museo della rivoluzione

Il Vietnam ci aspetta. Io e Daniela saremo in viaggio dal 16 agosto al 13 settembre. Viaggeremo da soli. Abbiamo impiegato molti mesi per organizzare il viaggio senza il supporto di agenzie viaggi. Ringraziamo gli amici che sono già stati in Vietnam; i loro racconti (e l’amata Lonely Planet) ci sono stati molto utili per programmare il viaggio.

Molti anni fa viaggiavamo con lo zaino e il sacco a pelo, portavamo i soldi nelle mutande e scrivevamo lettere a casa. Oggi abbiamo il trolley, la carta di credito e comunichiamo con WhatsApp. Il resto però è più o meno uguale, salute a parte.


All’arrivo ad Hanoi, al mattino prestissimo, rapide pratiche aeroportuali poi taxi abusivo per la città. Qualche contestazione sul prezzo: non proprio truffatori, ma furbetti pronti a succhiare soldi al turista ingenuo.

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Avanti – Matteo Renzi – recensione

Chissa se Matteo Renzi si è posto il problema nella scelta del titolo. Il giornale del Partito Socialista Italiano era l'Avanti! con il punto esclamativo che iniziò le pubblicazioni nel 1896 riprendendo il nome dall'organo dei socialdemocratici tedeschi. Si pensava allora all'ascesa inevitabile delle classi lavoratrici con una visione positivistico-ottimistica, mentre Matteo Renzi, più di un secolo dopo prende atto del fatto che il secolo breve ha cambiato il mondo, le dinamiche e le prospettive. Dunque Avanti è riferito all'Italia, Avanti con l'Italia, proviamo a dare una mano nella direzione giusta perché l'Italia non si ferma.

Matteo Renzi si racconta dopo la legnata del referendum e dalla lettura di questo libro esco con le stesse certezze e gli stessi dubbi che avevo prima di iniziare la lettura, però mi è piaciuto.

Le risposte ai denigratori del giorno dopo giorno, a quelli della serie è un contaballe, è uno sbruffone, è un pallone gonfiato, ci sono tutte, ma anche dopo il racconto-riflessione della sconfitta molti italiani continuano a vederlo come il nemico pubblico numero uno e a farci sopra l'ironia.

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