Ca’ succere Casamicciola – di Bruno Petrucci

“ …. Ca’ succere Casamicciola”. Questa espressione campana, di cui ignoravo il significato (qua succede Casamicciola) nella mia infanzia ed adolescenza, trova oggi, dopo 2 alluvioni ed un terremoto disastrosi negli ultimi 15 anni, la sua piena spiegazione. E quindi mosso da quella pietà, che ho negato nel mio precedente articolo (piangere o indignarsi? prima pentitevi) ma che si è fatta strada e mi ha ridato lucidità, che si deve ai morti ed alla sofferenza, qualunque ne sia la causa, mi sono messo ad approfondire l’argomento. Quindi sono andato a cercare informazioni sulla geologia dell’isola, in particolare nelle “Note Illustrative della Carta Geologica d’Italia” relative al foglio 464 “Isola d’Ischia” ed all’esame dello stesso foglio.

E dunque anticipo la sintesi: se la Calabria è uno “sfasciume geologico pendulo sul mare” Ischia dovrebbe esserne la capitale, pur essendo situata a sentinella settentrionale del Golfo di Napoli. Ischia è parte del complesso vulcanico Flegreo (quello stesso dei Campi Flegrei) ed è un’isola completamente vulcanica. Nulla a che vedere con l’altra sentinella del Golfo, Capri, a SE, che invece è un’isola completamente o quasi carbonatica, cioè calcarea.

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Ischia come la striscia di Gaza

E' in corso la polemica politica intorno alla devastante frana di Casamicciola (Ischia): si poteva evitare?

Colpa dei Condoni e di chi li ha reiterati? Come si evitano queste tragedie?

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piangere o indignarsi? prima pentitevi – di Bruno Petrucci

Piango i morti di Ischia, così come è successo in passato per il terremoto e per la precedente alluvione del 2009.

Ma i precedenti a Casamicciola e Lacco Ameno risalgono già al 1910 ed ancora prima. Inutile invocare oggi il cambiamento climatico per una zona ad alto rischio di frane ed alluvioni.

Mentre scrivo qualcuno ripete ancora in TV quanto sia stupido costruire in zone dove l’evento catastrofico è una certezza, non una possibilità. Mario Tozzi richiama giustamente la necessità di partire dalle scuole elementari nel rendere i cittadini delle aree a rischio consapevoli del rischio, qualunque esso sia. Diceva altresì che mentre noi italiani abbiamo una forte cultura umanistica, siamo molto carenti per quanto riguarda la cultura scientifica ed ambientale.

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le punizioni a scuola – di Giovanni Cominelli

Il Ministro dell’istruzione e del Merito Giuseppe Valditara,  rispondendo a Milano a una domanda sul bullismo, ha proposto come esempio positivo il modo con cui il Preside di un Istituto tecnico di Gallarate ha trattato il caso di un ragazzo colpevole di aver preso a pugni una docente. Il ragazzo è stato punito con la sospensione di un anno. Il Preside ha affrontato pubblicamente con i ragazzi il caso. Il Ministro ha elogiato il Preside quale educatore, perché, diversamente da altri dirigenti e docenti, non ha giustificato il comportamento del ragazzo, magari ricorrendo alle sue motivazioni nascoste o alla condizione sociale: colpa del liberismo selvaggio o, perché no, del mutamento climatico?

Ha poi aggiunto: “…Noi dobbiamo ripristinare non soltanto la scuola dei diritti, ma anche la scuola dei doveri. Quel ragazzo deve fare i lavori socialmente utili, perché soltanto lavorando per la collettività, per la comunità scolastica, umiliandosi anche… evviva l’umiliazione che è un fattore fondamentale nella crescita e nella costruzione della personalità! Di fronte ai suoi compagni è lui, lì, che si prende la responsabilità dei propri atti e fa lavori per la collettività. Da lì nasce il riscatto. Da lì nasce la maturazione. Da lì nasce la responsabilizzazione”.

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