quando il motore va in fuga

Dobbiamo andare indietro nel tempo alla primavera del 65, quasi sessantanni fa. Facevo la quinta elettrotecnica all’Hensemberger, la scuola in cui, molti anni dopo ho fatto il dirigente scolastico.

Le ore di laboratorio erano una cosa seria e, se non ricordo male, facevamo 8 ore la settimana di misure elettriche (due pomeriggi di 4 ore). L’elettrotecnica la studiavamo proprio bene con il mitico ingegner Bellini (che vedete nell’ultima fotografia insieme alla intera classe in visita alla Ercole Marelli di Sesto S. Giovanni che produceva grandi macchine elettriche e che ha costruito anche i grandi trasformatori della centrale di Bargi). A misure avevamo un ITP capace che si chiamava Arosio e un docente teorico non altrettanto valido, ma tanto ai difetti di insegnamento sopperiva l’Olivieri Ravelli (che aveva un intero volume, dei tre, dedicato alle misure, oltre a elettrotecnica generale e macchine elettriche).

Studiate le macchine elettriche, in quinta si facevano misure sulle macchine: funzionamento a vuoto e a carico, macchine in c.c. e in c.a., sistemi trifase su motori, dinamo, alternatori, trasformatori. Continua a leggere

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la centrale sperimentale del Brasimone

Qualche decennio fa ho accompagnato i miei studenti in viaggio di istruzione al centro ENEA del lago del Brasimone posta sulla sponda del laghetto che fa da bacino superiore per la centrale di Bargi.

Negli anni ho organizzato viaggi alla centrale di pompaggio di Edolo, ad una grande centrale termoelettrica a gas, agli impianti geotermici di Larderello (con annesso museo della geotermia) e, proprio nei giorni scorsi, mi ha fatto senso leggere un commento sgangherato di un fascista che prendeva spunto dalla vicenda di Ilaria Salis per affermare che sono gli ex sessantottini, che insegnano, la tragedia della scuola italiana. Strano commento visto che chi ha fatto il 68 ha più di 70 anni e viaggia verso gli 80, ma nella vis polemica ogni tanto sfugge persino l’aritmetica Continua a leggere

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le centrali idroelettriche di pompaggio

Per capire cosa siano e perché si usino le centrali idroelettriche dette di pompaggio occorre fare una premessa che riguarda le differenze tra le centrali termiche (tra cui anche quelle nucleari) e le centrali idroelettriche.

Le prime sono delle gigantesche macchine termiche che, per ragioni legate al II principio della termodinamica, hanno necessariamente un rendimento piuttosto basso. Nelle grandi centrali si arriva al 40% (al 60% in quelle a ciclo combinato con due macchine termiche che lavorano in serie). Viene prodotto del vapore surriscaldato che fa girare una turbina e questa a sua volta aziona l’alternatore.Queste centrali buttano via un sacco di calore a bassa temperatura e dunque, tra i tanti problemi, determinano anche un effetto di inquinamento termico e, per questa ragione, sono costruite in corrispondenza di grandi corsi d’acqua necessari a portar via il calore a bassa temperatura. Continua a leggere

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Alcune stranezze sul caso Bari

Da più parti si discute della necessità che i due candidati dell’area di centro sinistra per le elezioni di Bari facciano un passo indietro alla ricerca di un candidato comune super partes e in proposito si è fatto il nome dell’ex magistrato e apprezzato scrittore Carofiglio.

Perché le cose non sono così semplici? Continua a leggere

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Bari: E’ un topolino o è una montagna?

Riassumiamo i fatti: domenica prossima dovevano svolgersi le primarie per scegliere il candidato sindaco di Bari; in lizza Michele Laforgia, avvocato sostenuto da M5S, Italia Viva e Sinistra Italiana e Vito Leccese, attuale capo di gabinetto del sindaco di Bari sostenuto da PD, Azione ed Europa Verde.Le primarie, dopo lo sfilarsi di Laforgia sono state, ovviamente, annullate. Le primarie erano il tentativo di arrivare ad una candidatura unitaria del campo larghissimo.

Poi, dopo la prima inchiesta che riguardava una consigliera comunale eletta nel centro destra ma poi passata con la lista civica Sud al Centro, in maggioranza con Decaro, è arrivato lo scandalo dei voti comprati che coinvolge una assessore regionale del PD Anita Maurodinoia il cui marito Sandro Cataldo è il referente di Sud al Centro e sarebbe l’organizzatore della compravendita. Sud al centro è in Consiglio Comunale e avrebbe partecipato alle primarie a favore di Vito Leccese. Continua a leggere

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