Million dollar baby: Clint Eastwood

Million dollar baby (2004) ha avuto nel 2005 quattro premi oscar (al film, alla regia, all'interprete femminile Hilary Swank, all'attore non protagonista Morgan Freeman) e altre tre nomination. Il film ha avuto un discreto successo incassando oltre 100 milioni di dollari.

Lo sono andato a cercare perché mi veniva segnalato per la sezione di bioetica, ed effettivamente il film finisce con una eutanasia, ma quasi tutto il film è imperniato sui due protagonisti, sulla loro concezione della vita, sulla proiezione di Frankie Dunn (ex pugile e proprietario di una palestra) verso Maggie Fitzgerald (una sguattera trentaduenne che decide di emergere tramite la box) con cui cerca di ricostruire l'affetto padre-figlia che gli è mancato.


Frankie Dunn è un uomo taciturno, asciutto, che continua ad allenare solo persone scelte da lui e solo a condizione che seguano rigidamente le sue indicazioni. E' restio a buttare i suoi allievi nella mischia perché esercita su di loro una sorta di protezione; non vuole che si facciano male, come è accaduto all'amico Scrap ex pugile professionista che ha perso la vista da un occhio. Frankie ha appena perduto l'allievo prediletto che se ne va per poter combattere per il titolo mondiale e si ritrova tra i piedi Maggie Fitzgerald, caparbia oltre ogni limite e che a 32 anni ha deciso che il suo futuro dovrà essere la boxe.

Maggie inizia a combattere e apprende da Frankie tutti i trucchi del mestiere sino a diventare una esperta in combattimenti che finiscono inevitabilmente al primo round per KO. Il rapporto tra i due si rafforza anche perché Frankie, sempre di più, vede in Maggie la figlia che non ha avuto (quella vera da anni respinge al mittente le lettere).

Nel momento del salto al grande pugilato le regala una vestaglia di seta su cui ha fatto ricamare la scritta in lingua gaelica Mo Cuishle (Frankie è un appassionato cultore di tradizioni irlandesi). Maggie per il suo pubblico diventa Mo Cuishle e dopo una trionfale tourneè in Europa appare pronta per affrontare il campionato del mondo dei welter sfidando la detentrice Billie "The Blue Bear". La sfida si svolge a Las Vegas.

Alla fine di un round, mentre il combattimento sta nettamente volgendo a favore di Maggie, Billie, che ha già compiuto numerose scorrettezze durante i corpo a corpo, colpisce Maggie che sta andando al suo angolo con un diretto alla testa. Maggie vola letteralmente per aria e cadendo batte il collo sullo sgabello. Coma e frattura di C1/C2; paralisi completa con respirazione e nutrizione artificiale.

Frankie è inebetito; si sente responsabile e scarica la sua fustrazione sull'amico Scrap. Sta accanto a Maggie quando arriva la sua famiglia di avvoltoi (madre, sorella e fratello) desiderosa di farsi cointestare tutto e quando arrivano le piaghe da decubito prima e una cancrena che comporta la amputazione di una gamba.

Maggie è invece fedele al suo personaggio; è cosciente del suo stato, ha avuto dalla vita ciò che voleva e si convince che quella attuale non sia più vita, la sua vita. Chiede a Frankie di aiutarla e, dopo che lui si è rifiutato, tenta di uccidersi per dissanguamento dopo essersi masticata la lingua.

Di fronte a questo gesto Frankie decide di intervenire; torna da lei una notte le rivela il significato di Mo Cuishle (mio sangue, mio tesoro) e si dichiara disposto ad eseguire la sua volontà: stacca il respiratore fino a indurre un assopimento e poi la uccide con una sovradosaggio di adrenalina. Frankie sparisce e il film si chiude con una lettera di Scrap alla figlia di Frankie (ti voglio dire chi era realmente tuo padre).


In questo film il tema della sofferenza e quello della eutanasia sono degli accidens che intervengono negli ultimi 37 minuti dopo 90 minuti dedicati ai due personaggi, ai loro stili, alla scoperta di un rapporto d'amore tra due persone completamente diverse per età e per modi di comunicare. Sino alla fine Maggie lo chiama "capo".

Maggie è una persona decisa, caparbia e rapida nel valutare le cose; lo fa rapidamente anche quando siamo alla fine. Frankie fa altrettanto. Non c'è tempo per dibattiti e domande. Non c'è futuro, c'è sofferenza; non è vita. Anche sull'eutanasia la cultura USA appare rapida e sbrigativa.

Compio 32 anni, signor Dunn. E festeggio il fatto che ho passato l'ennesimo anno a lavare i piatti e a fare la cameriera, cosa che faccio dall'età di 13 anni. E secondo lei dovrei compierne 37 prima di diventare un pugile decente. E dato che è un mese che tiro pugni a questo sacco veloce senza risultati, comincio a rendermi conto della verità. L'altra verità è che mio fratello sta in galera, mia sorella truffa la previdenza sociale fingendo che suo figlio sia ancora vivo, mio padre è morto e mia madre pesa oltre 140 kg. E se dovessi ragionare a mente fredda, dovrei tornare a casa, trovare una roulotte usata, comprarmi una friggitrice e dei biscotti. Il problema è che mi sento bene soltanto quando mi alleno. Se sono troppo vecchia allora non mi resta niente. Le basta come spiegazione? (Maggie Fitzgerald a Frankie Dunn)

Non posso vivere così, Frankie. Non dopo quello che ho fatto. Ho girato il mondo. Il pubblico ha inneggiato al mio nome, beh, più che al mio nome al soprannome che mi ha dato lei, però tifavano per me. Sono apparsa sui giornali. Chi avrebbe mai potuto immaginarlo.. Quando sono nata pesavo un chilo e cento scarsi, mio padre diceva sempre che avevo lottato per venire al mondo e che avrei lottato fino alla morte. È quello che voglio fare, ma non voglio lottare contro di lei. Ho avuto quello che volevo. Ho avuto tutto. Non permetta che mi venga portato via. Non mi lasci sdraiata qui finché non sentirò più la voce dei miei tifosi. (Maggie Fitzgerald)

Quando è entrata da quella porta aveva solo coraggio e nessuna possibilità di diventare quello che voleva. Un anno e mezzo dopo lei ha combattuto per il titolo mondiale, il merito è tuo. La gente muore ogni giorno, Frankie, mentre lucida il pavimento o lava i piatti, sai qual è il loro ultimo pensiero? 'Non ho mai avuto un'occasione'; invece grazie a te Maggie ce l'ha avuta e se morisse oggi sai quale sarebbe il suo ultimo pensiero? 'Ho avuto l'occasione che volevo'. (Scrap a Frankie)


Il mio voto: 9.5

 

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Info su Claudio Cereda

nato a Villasanta (MB)il 8/10/1946 | Monza ITIS Hensemberger luglio 1965 diploma perito elettrotecnico | Milano - Università Studi luglio 1970 laurea in fisica | Sesto San Giovanni ITIS 1971 primo incarico di insegnamento | 1974/1976 Quotidiano dei Lavoratori | Roma - Ordine dei Giornalisti ottobre 1976 esame giornalista professionista | 1977-1987 docente matematica e fisica nei licei | 1982-1992 lavoro nel terziario avanzato (informatica per la P.A.) | 1992-2008 docente di matematica e fisica nei licei (classico e poi scientifico PNI) | Milano - USR 2004-2007 concorso a Dirigente Scolastico | Dal 2008 Dirigente Scolastico ITIS Hensemberger Monza | Dal 2011 Dirigente Scolastico ITS S. Bandini Siena | Dal 1° settembre 2012 in pensione
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