Come svolgere la III prova – qualche consiglio

Cari candidati vi voglio proporre una cassetta degli attrezzi fatta di consigli nati dalla esperienza di tanti esami di stato. La cassetta è rivolta agli studenti per evitare che, per effetto dell’ansia e dello stress da prova, si commettano errori che si potevano evitare. La preparazione ormai è data (e nel fine settimana pensate a rilassarvi), ma con una data preparazione si possono avere esiti più o meno buoni a seconda di come si lavorerà in quelle tre ore (circa).

I consigli riguardano solo le tipologie A, B e C perché le altre tipologie (sino alla F) sono meno utilizzate.

Per altro la tipologia C (quesiti a risposta multipla) non gode dei miei favori perché si presta male ad una valutazione:

  1. i quesiti dovrebbero essere molti di più del massimo consentito (il decreto ne prevede complessivamente da 30 a 40 cioè 6 per materia, il che è ridicolo se si pensa che, per esempio, la prova di scuola delle Olimpiadi della fisica ne prevede 40
  2. per ogni quesito dovrebbero esserci almeno quattro risposte (quella corretta, una platealmente sbagliata e due distrattori),
  3. la valutazione dovrebbe prevedere +1, 0, -1 rispettivamente per le risposte corrette, mancanti o sbagliate in modo di penalizzare chi risponde a caso
  4. il tempo di somministrazione  dovrebbe essere breve e la vigilanza ferrea.

Poiché la realtà è un’altra, l’ho sempre sconsigliata ai miei docenti e, da presidente, ai commissari.

Le due tipologie A (trattazione sintetica di argomenti) e B (quesiti a risposta singola) sono le più diffuse (la B molto più della A) e sulle loro caratteristiche formali ho pubblicato ieri un articolo rivolto ai commissari Predisporre la III prova – qualche consiglio che vi consiglio di leggere perché approfondisce alcuni argomenti che qui sono solo accennati.

Le consegne

La terza prova contiene un frontespizio con la indicazione della tipologia, delle discipline coinvolte, del tempo a disposizione e dei materiali utilizzabili. Molto spesso lo spazio massimo disponibile è già stampato sui fogli di risposta; se non fosse così lo troverete indicato nelle consegne.

Ad eccezione delle discipline coinvolte e del numero di quesiti si tratta di informazioni che la commissione ha già pubblicato all’albo entro la giornata di venerdì e solitamente la tipologia viene scelta confermando quanto la classe ha fatto nelle simulazioni in corso d’anno.

Il numero di materie coinvolte oscilla tra le 4 e le 5 e la commissione è sovrana nello stabilirlo rimanendo invece vincolata (nel caso della tipologia B) al numero di quesiti che deve essere compreso tra 10 e 15. La maggioranza delle commissioni scegli o 4 materie con 3 quesiti ciascuna o 5 materie con 3.

Molto spesso in commissione si discute se scegliere 5 materie con meno quesiti o 4 con più quesiti. Nel primo caso si risponde meglio alle norme che consigliano di estendere il più possibile il campo di indagine, ma poi bisogna fare i conti con il documento del Consiglio di Classe che descrive le abitudini consolidate.

Potreste dunque trovarvi 5 materie anche se vi hanno abituato a 4. Nulla di grave perché il tempo di durata della prova e il numero di quesiti vengono commisurati a quanto si richiede.

Esemplifico con lo scientifico dove i commissari esterni sono di italiano, lingua straniera e scienze. Supponiamo inoltre che gli interni siano di matematica e fisica, storia e filosofia, disegno e storia dell’arte.

In questo caso le materie oggetto della III prova potrebbero essere fisica, scienze, storia, filosofia, lingua straniera, latino, storia dell'arte, ma anche italiano o matematica, anche se di solito si tralasciano le discipline oggetto della I e II prova scritta. La commissione farà le sue scelte e noi ci adegueremo.

Una cosa poco nota è che i commissari (sia interni sa esterni) sono nominati con riferimento ad una materia, ma sono titolati ad esaminare in base alla classe di concorso.
Così, anche se non è capitato, avrebbe potuto benissomo esserci un esterno per fisica.

L’utilizzo del tempo

Ipotizziamo che le materie siano 5 (10 quesiti), il tempo disponibile sia di 3 ore e che la tipologia sia la B con 2 quesiti per materia. Come suddividiamo il tempo?

Dedicate 15’ alla lettura attenta delle consegne e dei quesiti proposti, 25’ a ciascuna delle 5 materie, 10’ alla trascrizione di quanto avevate eventualmente scritto sul foglio di brutta, 30’ ad una rilettura e revisione del tutto.

Spero che vi sarete abituati ad usare il foglio di brutta solo per schematizzare la risposta e scriverete quasi tutto, direttamente in bella. Eventualmente usate la matita per le risposte su cui avete qualche dubbio, ma ricordatevi poi che in tutte le prove di concorso l'elaborato deve essere scritto con inchiostro indelebile e dunque, prima di consegnare dovrete ripassare a penna.

Ovviamente se in qualche disciplina siete stati più rapidi dedicherete il tempo accumulato a quelle in cui siete meno bravi o che presentano quesiti particolarmente ostici.
Consiglio comunque di esaurire via via una intera materia e di non saltellare tra l’una e l’altra perché ciascuna ha le sue regole linguistiche e il suo statuto epistemologico.

Lo stile di lavoro

Io andrei esattamente in ordine. Tenete presente che, se i commissari hanno lavorato bene, i due quesiti, oltre che riguardare argomenti diversi, dovrebbero presentare una diversa complessità, uno di essi sarà più semplice in modo di fare da scialuppa di salvataggio.

Rileggete con attenzione il testo prestando attenzione al significato di ogni parola. Nella tipologia A bisogna sviluppare una argomentazione, nella B bisogna rispondere ad una richiesta esplicita.

Utilizzate il foglio di brutta per strutturare uno schema di risposta. Fate due conti per capire se quello che intendete scrivere corrisponde allo spazio che è stato assegnato per la risposta (né troppo né troppo poco) e poi, dopo che avete immaginato la risposta, iniziate a scrivere.

Nella risposta evitate di consumare righe per riscrivere la domanda (ciò non è stato conteggiato nella lunghezza massima assegnata).

Scrivete bene, evitate le correzioni e se vi accorgete di avere sbagliato, tirate una riga e fate una nota di rimando sul retro del foglio o su un foglio aggiuntivo. Se c’è bisogno di schematizzare fatelo.

Non lasciate mai un quesito, o peggio una intera materia, completamente in bianco. Supponiamo che, in una scala arbitraria una risposta meriti un punteggio da 1 a 10; se lasciate in bianco prendete 1, se scrivete cose sbagliate o incomplete prenderete da 2 a 5 (che è comunque meglio di 1). Il riporto in quindicesimi lo farà poi la commissione.

Mentre lavorate, senza ansia ma con razionalità, ricordatevi di controllare il tempo e lavorate da soli perché non è detto che chi vi è vicino sia in grado di dare il consiglio giusto.
Se il testo di un quesito vi appare ambiguo fatelo presente al Presidente alzando la mano. Sarà lui, dopo aver sentito il commissario della materia, a stabilire se si deve dare un chiarimento e, in quel caso, il chiarimento verrà dato ad alta voce a tutti i candidati.

La fase di revisione

Vi restano 40’ per rileggere, completare, trascrivere, riflettere. Usateli bene e usateli per tutte le discipline. Fingete di essere il commissario e rileggete la risposta dopo aver dato una occhiata alla formulazione del quesito.

La vostra risposta si legge? La vostra risposta sta in piedi? La vostra risposta è esaustiva? Se a quei tre punti interrogativi avete risposto con qualche no provvedete subito.

Per finire

Dallo scorso anno ci sono due novità.

La prima ha a che fare con l’Ordinanza Ministeriale. La correzione delle prove scritte può iniziare solo dopo lo svolgimento della III prova e dunque i colloqui inizieranno più tardi del solito perché la correzione delle tre prove può iniziare solo nel pomeriggio di lunedì. La ratio è quella di evitare che le commissioni si facciano prendere dalla fretta di finire prima possibile e dunque non dedichino alle revisioni e valutazioni delle prove tutto il tempo necessario.

Dal punto di vista giuridico mi pare una scelta giusta volta ad evitare che qualche studente con le prime due prove negative venisse posto sotto tutela durante lo svolgimento della III. Gli scritti sono tre ed è giusto che vengano valutati al termine della fase “prove scritte”.

La seconda novità è passata sostanzialmente sotto silenzio, ma è la più importante e riguarda l’intero esame di stato: le classi terminali sono quelle del riordino Gelmini in cui sono stati riscritti i profili in uscita di ogni tipo di scuola.

La didattica dovrebbe essere stata cambiata di conseguenza e le prove dovrebbero vedere una maggiore attenzione a quei profili in uscita. Ve ne siete già accorti dal mutamento della seconda prova che è decisamente cambiata sia allo scientifico sia tra i tecnici.

Lo vedremo vivendo; io vi faccio i migliori auguri e osservo che, finalmente, hanno anche smesso di far crepare il lupo in occasione degli auguri. Più tardi chissa che non ne incontri uno qui tra i miei amati boschi.

 

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Info su Claudio Cereda

nato a Villasanta (MB)il 8/10/1946 | Monza ITIS Hensemberger luglio 1965 diploma perito elettrotecnico | Milano - Università Studi luglio 1970 laurea in fisica | Sesto San Giovanni ITIS 1971 primo incarico di insegnamento | 1974/1976 Quotidiano dei Lavoratori | Roma - Ordine dei Giornalisti ottobre 1976 esame giornalista professionista | 1977-1987 docente matematica e fisica nei licei | 1982-1992 lavoro nel terziario avanzato (informatica per la P.A.) | 1992-2008 docente di matematica e fisica nei licei (classico e poi scientifico PNI) | Milano - USR 2004-2007 concorso a Dirigente Scolastico | Dal 2008 Dirigente Scolastico ITIS Hensemberger Monza | Dal 2011 Dirigente Scolastico ITS S. Bandini Siena | Dal 1° settembre 2012 in pensione
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