uniti – rinnovamento – progetto

A Monticiano è ufficialmente partita la campagna elettorale per l'elezione del Sindaco e del Consiglio Comunale. Ci sono parecchie novità, punti di forza ed elementi di debolezza; ragionarci sopra potrebbe essere utile al di là delle appartenenze o delle preferenze.

La prima novità è che ci sono solo due liste; la volta scorsa furono quattro, ma due di esse non ottennero consiglieri nonostante un risultato significativo; avere due liste significa evitare la dispersione di voti e avere un vincitore meglio legittimato dalla magggioranza assoluta dei voti validi.

La seconda novità è che i consiglieri da eleggere nei piccoli comuni passano da 6 a 10 e ciò dovrebbe permettere una maggiore possibilità di assegnare deleghe ed avere gruppi consigliari funzionanti. Ci saranno 7 consiglieri alla maggioranza e 3 alla minoranza per via degli arrotondamenti (2/3 di 10 fa 6,66). Forse sarebbe stato meglio un 6 a 4 ma così stabilisce la legge.

La terza novità è data da una generale spinta verso il civismo come si conviene in realtà piccole come la nostra; alle precedenti comunali c'erano una lista del PD e una lista civica di destra mentre alle regionali del 2015 il PD ha sfiorato il 52%, la Lega & Fratelli d'Italia il 20%, i 5 stelle il 14%, Forza Italia il 7%  e la sinistra il 4%. Ma come si sa alle comunali contano molto le persone.

Le parole che compaiono nei due simboli fanno ben sperare: unità, rinnovamento, progetto. La mia speranza è che i due candidati sindaci (Serena Bartalucci e Maurizio Colozza) siano all'altezza di un progetto ambizioso e di cui Monticiano ha bisogno.

Progetto Monticiano ha un simbolo color terre di Siena e nella parte alta reca scritto: centrosinistra. Si tratta del compromesso raggiunto dopo la scelta, da parte del PD, di non riproporre la scelta precedente (lista PD) ma contemporaneamente esitare nella scelta di lavorare per una lista civica. Il PD ha scelto di proporre una sua candidata e le ha poi affidato il mandato di navigare in mare aperto nella scelta delle persone cui proporre la candidatura.

Serena Bartalucci è una monticianina doc amata da molti e disistimata da pochi con alle spalle, prima della politica amministrativa, un grosso lavoro nelle associazioni del volontariato e nella Misericordia e il risultato del suo lavoro è una lista caratterizzata da un notevole rinnovamento in termini generazionali e di appartenenza politica. Per il gruppo consigliare si attaglia abbastanza bene la definizione di popolo del centro sinistra: molte facce nuove, pochissimi con precedenti esperienze politiche quasi tutti caratterizzati da impegni di tipo associativo nel capoluogo e nelle frazioni. Tra le facce nuove c'è anche un cittadino italiano, ma di origine albanese come si vede bene dal cognome Vodo Besnik, che in Italia ha studiato sino alla laurea in ingegneria civile. Per Monticiano, che ha un 25 % di stranieri (un record in regione Toscana), in  maggioranza provenienti dall'area balcanica, è un bell'elemento di novità.

Il programma presentato mi pare troppo pieno di auspici e di cose da fare; ne avrei preferite tre o quattro da fare subito. Nella serata di presentazione alla cittadinanza si è prestata molta attenzione al tema dei servizi socio culturali (scuola, sanità, associazionismo, volontariato) e sono state dette cose interessanti su asilo nido e impianti sportivi mentre è rimasta più sullo sfondo la questione dello sviluppo del territorio (economia, strumenti di pianificazione urbanistica).

"Progetto" vuole rinnovare nella continuità e la continuità si esprime attraverso due elementi:

  • un candidato sindaco, Bartalucci che, pur con qualche smarcamento, era assessore nella amministrazione uscente,
  • il riferimento alle cose fatte dalle quattro ammistrazioni precedenti (Guerrieri, Cresti, Cencioni, Becucci) che sono considerate cose verso cui rapportarsi in continuità

Contemporaneamente non è stato ricandidato nessun consigliere uscente e la Sindaca Becuccci, come era già accaduto con Cencioni, è assente alle iniziative. E' come se il PD abbia deciso di usare la litote, un artificio retorico basato sull'uso della negazione del contrario; non ci si esprime, si auspica, ma poi i problemi rimangono lì nella loro crudezza; non sono molto soddisfatto di come è andata, ma non lo dico. La litote funziona così  "risultato non cattivo" (buono), "notizie non buone" (cattive), "danno non indifferente" (piuttosto grave).

Non è un caso che, nonostante la virata in senso civico attuata per uscire dalla situazione di isolamento della amministrazione uscente, nella impostazione della campagna elettorale abbia un peso notevole la presenza di politici e amministratori del bacino Farma Merse (i sindaci), dei due consiglieri regionali del senese (Scaramelli e Bezzini) e dell'onorevole Dallai. Il raccordo con sindaci e consiglieri è importante (visto il richiamo alla continuità) ma mi pare che si sia ecceduto in quantità.

Monticiano ha alcuni problemi di area ed è su quei problemi che è utile la presenza di esterni appartenenti ad enti di livello superiore, non per tagliare nastri e nemmeno per allungare il brodo, ma per rispondere nel merito di questioni aperte. Ne cito alcune:

  • perché il bando per la gestione del Gonna 2 e del Museo della biodiversità ritarda e non si è conclusa la partita prima delle elezioni? Ricordo che il museo e la struttura ricettiva da 40 posti posta all'imbocco della riserva dell'Alto Merse sono pronte e arredate da più di 2 anni e che tale struttura, se ben gestita potrà essere occasione per un lavoro serio sul turismo da trekking e MTB nei nostri 10 mila ettari di bosco.
  • quali impegni Chiusdino e l'Unione dei Comuni assumono per arrivare alla fase operativa per la passerella sulla Merse che consenta di connettere San Galgano al chiostro agostiniano di Monticiano?
  • come si pensa di rendere efficiente il funzionamento degli uffici che si occupano di pianificazione urbanistica e lo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP)? Come far ricadere sulle problematiche dei trasporti, della viabilità e del controllo del territorio una quota significativa degli introiti del multavelox?
  • si dice che molti problemi vengano dalla difficoltà a spostare e reperire il personale, ma qui sorge spontanea una domanda. Chi decise e perché di mettere la sede dell'Unione in un comune periferico (Radicondoli) che dopo qualche anno se ne è pure andato? Non è il caso di ripensare al proverbio che dice "errare è umano ma perseverare è diabolico" ed esplicitare il fatto che questa unione deve morire ed essere sostituita da processi di fusione piantandola di far finta di non sapere che comunque finirà così (per ragioni dimensionali dei comuni di Chiusdino, Monticiano e Murlo) e incominciando a discutere di quali siano i comuni con cui avviare collaborazioni in vista della fusione. Su questo argomento ho già esposto ampiamente il mio pensiero e non mi dilungo. Sintetizzo dicendo che la base di ogni processo del genere è la omogeneità nelle caratteristiche del territorio. Chi non ha il coraggio di ragionare in grande sui confini è destinato a soccombere oltre che a sprecare danaro pubblico. Unione o fusione? e Unione o fusione un anno dopo.
  • vogliamo discutere sul serio di turismo d'area (beni ambientali, paesaggistici e monumentali da condividere)?

Va da sè che si tratta di argomenti su cui si deve costruire un blocco di alleanze trasversale e che veda le due liste unite nel rivendicare un ruolo per Monticiano (pensiamo alle fermate della Siena Grosseto, alle navette sino a tali fermate, ai parcheggi di interscambio).

La seconda lista "Monticiano – uniti per il rinnovamento" anche se vede la presenza dei due consiglieri di opposizione Mirko Giorgini e Alessio Serragli è qualcosa di profondamente nuovo e diverso da quanto fu fatto in passato e questa diversità sarebbe stata ancora più netta se si fosse capita la utilità di considerare terminata l'era gloriosa di opposizione di Mirko Giorgini.

Sbaglia chi la qualifica come lista di destra, e ne ho sentiti. Si tratta di una lista civica vera sia per le caratteristiche dei candidati a consigliere e a sindaco che vengono proposti sia per la scelta molto netta di puntare su trasparenza e partecipazione con qualche elemento in stile grillino ma esposto in maniera molto più pacata. Il candidato sindaco è un colonnello dei carabinieri in pensione che, come ha detto presentandosi, "per i cittadini di Monticiano io sono Maurizio" e che nella multiformità della lista appare come l'uomo della pacatezza e dell'ascolto. L'aver diretto una compagnia di un centinaio di carabinieri lascia ben sperare perr quel che riguarda la capacità di occuparsi di organizzazione e di diritto pubblico e amministrativo.

Se nella lista Bartalucci sono presenti molti monticianini attualmente residenti nelle vicinanze ma fuori comune, nella lista Colozza accade il contrario ci sono molti "immigrati" (come me) che hanno scelto di vivere in questi posti perché li amano.

Come per l'altra lista si rimane impressionati dalla voglia di darsi da fare in termini di spirito di servizio; qui c'è meno presenza nelle strutture del volontariato e al suo posto c'è una notevole professionalità spendibile in diverse aree (tecnica, economico finanziaria, legale).

Per quanto riguarda il programma, oltre alla scelta di mettersi al servizio a costo zero (indennità e gettoni), mi hanno colpito due cose:

  • una cifra tra i 10 e i 20 mila euro viene messa a bilancio per progetti (o concorsi di idee) direttamente avanzati dai cittadini,
  • l'idea (tutta da verificare in termini di fattibilità) di arrivare ad una copertura della piscina comunale da realizzare a costo zero attraverso la modalità del project financing (in cui il privato anticipa il capitale e lo recupera attraverso i proventi di gestione) in modo di garantirne l'utilizzo per 12 mesi anziché 3 e richiamare dunque un flusso di utenti dai comuni limitrofi.

Entrambe le liste hanno preso l'impegno ad affrontare la questione degli impianti sportivi che sono attualmente lasciati a sestessi sia attraverso la costruzione di bandi poliennali di gestione sia attraverso la promozione di società polisportive.

In sintesi i monticianini questa volta potranno scegliere liberamente e avere la quasi certezza che cadremo in piedi con gruppi consigliari formati da persone capaci e certamente in grado di amministrare. Auguri ai due direttori d'orchestra; peccato che non sia previsto un confronto diretto.

 

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Info su Claudio Cereda

nato a Villasanta (MB)il 8/10/1946 | Monza ITIS Hensemberger luglio 1965 diploma perito elettrotecnico | Milano - Università Studi luglio 1970 laurea in fisica | Sesto San Giovanni ITIS 1971 primo incarico di insegnamento | 1974/1976 Quotidiano dei Lavoratori | Roma - Ordine dei Giornalisti ottobre 1976 esame giornalista professionista | 1977-1987 docente matematica e fisica nei licei | 1982-1992 lavoro nel terziario avanzato (informatica per la P.A.) | 1992-2008 docente di matematica e fisica nei licei (classico e poi scientifico PNI) | Milano - USR 2004-2007 concorso a Dirigente Scolastico | Dal 2008 Dirigente Scolastico ITIS Hensemberger Monza | Dal 2011 Dirigente Scolastico ITS S. Bandini Siena | Dal 1° settembre 2012 in pensione
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