piangere o indignarsi? prima pentitevi – di Bruno Petrucci

Piango i morti di Ischia, così come è successo in passato per il terremoto e per la precedente alluvione del 2009.

Ma i precedenti a Casamicciola e Lacco Ameno risalgono già al 1910 ed ancora prima. Inutile invocare oggi il cambiamento climatico per una zona ad alto rischio di frane ed alluvioni.

Mentre scrivo qualcuno ripete ancora in TV quanto sia stupido costruire in zone dove l’evento catastrofico è una certezza, non una possibilità. Mario Tozzi richiama giustamente la necessità di partire dalle scuole elementari nel rendere i cittadini delle aree a rischio consapevoli del rischio, qualunque esso sia. Diceva altresì che mentre noi italiani abbiamo una forte cultura umanistica, siamo molto carenti per quanto riguarda la cultura scientifica ed ambientale.

Che rischio corro, dove vivo, che accada un forte sisma o una frana o un’alluvione? Quanti di noi lo sanno, geologi a parte? Quanti di noi sanno che sono state fatte classificazioni del territorio , comune x comune, in aree a diverso rischio sismico o idrogeologico o di frana? E che uso se ne fa di questi piani che noi geologi abbiamo consegnato nelle mani di amministratori comunali troppo spesso distratti o attenti più al consenso che al benessere ed alla sicurezza dei cittadini?

Ora è il turno di De Luca, presidente della regione Campania a dire che bisogna abbattere le costruzioni abusive nelle aree a rischio o di rispetto idrogeologico. Ma io ricordo una manifestazione dei cittadini d’Ischia con gli striscioni che invocavano il condono e contro l’abbattimento delle case a rischio.

Quanti amministratori o cittadini ho visto piangere e battersi il petto, dicendo “è colpa nostra”? Nessuno. E allora, scusate, con tutto il rispetto per i morti, questa volta io nego la mia solidarietà a chi non la merita. La chiuderò in un cassetto e la terrò da parte fino a quando non sentirò parole di scusa e non come un ex sindaco (credo) di Lacco Ameno che diceva “non è il caso di parlare adesso di abusivismo edilizio, oggi si piangono i morti” …. E no, non lo accetto più, perché il domani di analisi ed intervento poi non arriva mai. Prima pentitevi.

Un’ultima cosa: il governo parla di istituire un comitato scientifico per supportare la valutazione degli interventi contro il dissesto su scale nazionale. Mi farebbe molto piacere, ma dov’erano i precedenti governi di destra sinistra e centro, quando noi tecnici invocavamo invano il loro intervento?

Info su Bruno Petrucci

Geologo professionista, nato a Salerno 1946 e laureato a Milano nel 1975. Attività di pianificazione sismica, tramite studi di micro-zonazione nel post-terremoto dell’Irpinia (1980) e successivamente tra il 1986 ed il 2009 nel territorio Lombardo ove ha operato parallelamente nell’ambito della pianificazione territoriale alla luce del rischio idrogeologico. Nello stesso periodo si è occupato di studi di fattibilità grandi opere (strade e dighe) e ricerche idriche in Italia, Asia, Sud America ed Africa. Attualmente impegnato in indagini idrogeologiche e ricerche di acque sotterranee in paesi in via di sviluppo, particolarmente in Somalia, Kenya, Tanzania e Libano. Attività di insegnamento nell’ambito del Master “Le risorse Idriche nei Paesi in Via di Sviluppo” presso l’Università di Milano Bicocca dal 2004 ad oggi. Iscritto all’Ordine Nazionale dei Geologi dal 1984.
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