e basta !

Giovedì 28 marzo ho ricevuto via email la newsletter di Matteo Renzi che annunciava l’avvenuto accordo tra Italia Viva e Più Europa per una lista unitaria alle elezioni europee (ne ho trattato in Stati Uniti d’Europa).

Nella news letter scriveva tra l’altro Renzi, dopo aver descritto le caratteristiche del progetto con riferimento all’Europa e ai compiti che attendono i riformisti:

“Raggiungere questo obiettivo ha richiesto e richiede tanta fatica. La costruzione di operazioni politiche complicate si fa nel silenzio, lavorando, per mesi. Non con tweet sguaiati e aggressioni agli alleati come fanno in tanti, anche nel campo degli ex compagni di strada. Io questo so fare: politica. Non chiedetemi di fare la guerra nel fango, rispondendo alle fakenews, alle illazioni, agli insulti: non è il mio. Non mi troverete nelle risse di condominio di chi preferirebbe uno scontro tra riformisti in Italia pur di affermare il proprio ego. Non risponderò a chi si dichiara liberale ma aggredisce la mia vita professionale e personale con metodi grillini.”

Erano già nell’aria le polemiche sulla presunta partecipazione alla lista di personaggi legati a Totò Cuffaro e si sapeva che l’ex Sindaco di Parma Pizzarotti stava tirando il freno a mano da dentro Più Europa vista la sua preferenza per Azione; ma la dichiarazione di Renzi mi semprava portatrice di sereno e di serenità.

E invece Renzi, dopo 24 ore, interviene sul Corriere in modo sprezzante nei confronti dei problemi di democrazia interna che Pizzarotti sta ponendo a Più Europa e scrive:

«L’idea che un progetto chiamato Stati Uniti d’Europa possa saltare per il veto di tal Pizzarotti da Parma mi sembra lunare. Facciamo questa scelta per togliere il diritto di veto a Orbán, non per darlo a un ex grillino iscritto al Movimento Cinque Stelle quando Beppe Grillo chiedeva di uscire dall’euro».

E’ dai tempi del referendum che Renzi predica bene e razzola male. Le battute gli vengono bene, ma spesso, oltre che far gioire gli aficionados, le sue battute fanno male al progetto unitario ed è quanto accaduto anche questa volta. La replica di Pizzarotti, offeso sul piano personale, è stata altrettanto netta ma con un filo di ironia:

«Caro Matteo Renzi», ha scritto dunque sui social oggi Pizzarotti «sono diventato sindaco del Movimento 5 stelle nello stesso anno in cui tu facevi il rottamatore del Partito democratico. Eravamo entrambi “anti-sistema” e nel sistema siamo entrati per provare a cambiarlo e migliorarlo. Io continuo a farlo: proviamo a rispettarci evitando il bullismo mediatico. Come +Europa parteciperà alle elezioni europee lo decideranno gli organi del partito secondo le regole che ci siamo dati, non in base alle tue interviste. Non sono mai stato No-Euro. Sia io che te abbiamo fatto parte di partiti di cui non abbiamo condiviso la linea e da cui siamo usciti. Firmato: tal Pizzarotti da Parma»

 

 

Info su Claudio Cereda

nato a Villasanta (MB)il 8/10/1946 | Monza ITIS Hensemberger luglio 1965 diploma perito elettrotecnico | Milano - Università Studi luglio 1970 laurea in fisica | Sesto San Giovanni ITIS 1971 primo incarico di insegnamento | 1974/1976 Quotidiano dei Lavoratori | Roma - Ordine dei Giornalisti ottobre 1976 esame giornalista professionista | 1977-1987 docente matematica e fisica nei licei | 1982-1992 lavoro nel terziario avanzato (informatica per la P.A.) | 1992-2008 docente di matematica e fisica nei licei (classico e poi scientifico PNI) | Milano - USR 2004-2007 concorso a Dirigente Scolastico | Dal 2008 Dirigente Scolastico ITIS Hensemberger Monza | Dal 2011 Dirigente Scolastico ITS S. Bandini Siena | Dal 1° settembre 2012 in pensione | Da allora si occupa di ambiente e sentieristica a Monticiano e ... continua a scrivere
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Una risposta a e basta !

  1. Cristiano Manni scrive:

    Renzi è il tipico politico sofista, per questo ha successo per sé. In matematica lo potremmo definire un ottimizzatore della probabilità di essere eletto. È riuscito a diventare presidente del Consiglio, e sono sicuro che potrebbe anche diventare presidente della Repubblica, in certe circostanze. In questo è pienamente comprensibile, se analizzato. Meno comprensibile è invece votarlo, perché l’unico buon motivo per farlo è nutrirsi, in un certo senso, delle briciole che lascia lui mangiando, o dei bocconi che, staccandoli dal piatto, un uomo dà al cane per gratificarlo.
    Certo, nulla di strano neanche in questo. L’opportunismo e la stupidità sono caratteri tipici, anzi assai diffusi tra gli uomini. Con questo voglio semplicemente dire che, se trovassi un vantaggio personale dalla sua posizione, lo potrei votare tranquillamente anche io, visto che umanamente è pure simpatico e brillante, è certamente è anche molto intelligente.
    Io mi fermerei qui, non andrei ad inquadrarlo in schemi politici, ideologici o filosofici particolari. Non è sicuramente un grande liberale, ecco. Meglio lui comunque di tanti che governano adesso. Meglio sicuramente della Meloni, che è di destra e si vede. Meglio di Salvini, che è esattamente come lui, ma decisamente meno simpatico e brillante, è anche parecchio meno intelligente, perché scherza con cose parecchio pericolose, e sarebbe meglio se qualcuno lo facesse saggiamente smettere. Meglio di Tajani, che ha solo il difetto di essere l’unico superstite di Berlusconi. Con Conte credo perda. Con la Schlein non so, ma lei ha il vantaggio della speranza che sia meglio, perché ancora non si è vista con la cloche in mano.

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