a volte ritornano – INVALSI

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nuvola invalsi

Pensavo che gli insegnanti “anti-Invalsi” fossero ormai una specie in via di estinzione, ma in questo articolo troviamo una 26enne precaria di sostegno che critica queste prove con lo stesso linguaggio e con gli stessi argomenti usati da alcuni suoi insegnanti di quando pochi anni fa lei stessa faceva le prove Invalsi come studentessa. (Prove Invalsi, la lettera della docente: “Ho visto un bambino di 11 anni tremare di paura. Cari esperti avete fallito” – all’indirizzo https://www.ilfattoquotidiano.it/…/prove…/7542315/amp/ )

Ma è possibile che ci sia ancora chi non ha capito che le prove Invalsi non servono a giudicare nessuno allievo, ma solo a valutare l’efficacia e le debolezze del servizio pubblico scolastico?

La giovane precaria scrive: “Oggi ho osservato un bambino di 11 anni tremare di paura“.
Ma perché non ha detto a quel bambino che poteva tranquillamente scegliere quello che sapeva fare e trascurare il resto? Perché non gli ha detto che non doveva dimostrare a nessuno di “saper rispondere bene”? Chi ha indotto la paura in quel bambino?

Ho visto un bambino con evidenti problemi socioculturali non in grado di svolgere un’ardua comprensione del testo“. E allora? Che male c’è nel conoscere quali testi sono compresi e quali no? È forse una gara? Contro chi?

E poi, mi scusi Professoressa, ma non le interessa sapere che esistono anche bambini senza “evidenti problemi socioculturali” che non sanno comprendere un testo? Sa, proprio a questo serve la scuola!

Ho visto una classe in gamba… essere sopraffatta dall’ansia da prestazione di fronte a una mera comprensione del testo” – E dalli con questa “comprensione del testo”! Ci vantiamo tanto di avere la migliore scuola del mondo in ambito letterario e poi scopriamo che i bambini (ma anche molti liceali e adulti) non sanno leggere un testo in italiano! È forse meglio fingere di non saperlo?

E poi rieccoci con la famosa “ansia da prestazione”! Ansia indotta da chi? Da cosa? Ansia di chi? Ansia del bambino o ansia dell’insegnante?

Infine, provi a pensarci un attimo, se “una classe è sopraffatta dall’ansia” mentre un’altra classe affronta le prove in piena serenità, non le viene il dubbio che questa diversità dipenda da come gli insegnanti hanno presentato le prove ai bambini?

Per quale motivo i bambini vengono trattati dallo Stato come se fossero variabili di un algoritmo?… Per quale motivo si ha la necessità di entrare in competizione per eccellere?” – Stato? Algoritmo? Competizione? Eccellere? Qui c’è poco da argomentare. E’ meglio lasciare la parola a un bravo psicoterapeuta per adulti…

La preparazione e la formazione di un docente non emergeranno da un fascicolo che non considera tutte le variabili contestuali” – Ah, adesso è tutto chiaro! La giovane docente vede le prove Invalsi come un metodo per valutare “la preparazione e la formazione di un docente”. Se questo è il suo livello di competenza professionale allora ha ragione lei: esiste un serio problema di valutazione della preparazione e della formazione di un(a) docente…

 

Informazioni su Roberto Ceriani

Roberto Ceriani, classe 1950, laureato in Fisica, dopo molti anni di insegnamento ha vinto il 1° concorso per Dirigente Scolastico e quindi, dopo aver fatto questo nuovo lavoro per alcuni anni, è andato in pensione per raggiunti limiti di età. Interviene spesso su Facebook su problematiche riguardanti il mondo della scuola. “Autore di libri di Fisica per Licei e di numerosi testi di divulgazione informatica. Formatore di insegnanti in Lombardia e nelle regioni del Sud. Ha lavorato 9 anni all’IRRSAE-IRRE Lombardia dove si è occupato di Progetti Europei di formazione docenti e di analisi statistiche di dati internazionali sugli apprendimenti (Progetto OCSE-PISA). Attualmente, per conto dell’Invalsi, si occupa di valutazione delle scuole italiane e, per conto dell’USR Lombardia, è impegnato nelle attività di valutazione dei Dirigenti Scolastici”
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