regole di guerra tra bambini

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nuvola ceriani sassi

Quando ero bambino la banda della mia strada si scontrava con la banda dell’altra via.
Facevamo azioni di disturbo con insulti e urla per spaventarli. Qualche volta ci picchiavamo in furiosi corpo a corpo, ma c’era una regola: era proibito tirare i sassi.

Per definire questa regola avevamo fatto un “incontro di pace”, una vera e propria trattativa con Ambasciatori delegati dalle due bande (lo ammetto: eravamo un po’… burocratici!). Le due delegazioni erano costituite da due banditi per ogni banda.

Per la mia banda eravamo stati selezionati io, perché ero il più alto, e il Carta perché era quello intelligente. Il Carta era chiamato così perché aveva sempre in tasca un foglio di carta e una matita, con cui segnava i punti delle partite di calcio.

L’incontro si tenne in territorio neutro, davanti al macellaio. I delegati dell’altra banda arrivarono in quattro! Pensavo fossero venuti in tanti per picchiarci, ma uno di loro ci ha spiegato perché erano in quattro invece di due.

Io non ho capito la spiegazione, ma il Carta si, o almeno fingeva di avere capito. Oggi penso che l’altra banda in realtà fosse un Circolo del PD e la delegazione fosse composta da un membro per ogni corrente…

Comunque l’incontro al vertice andò bene e il Carta scrisse la regola: “Le due bande possono picchiarsi, ma non possono mai tirarsi i sassi“. Purtroppo però il Carta aveva un solo foglietto. Chi lo doveva conservare? Noi o l’altra banda?

Dopo un po’ di litigi decidemmo di lasciare il prezioso documento al macellaio, persona autorevole e al di sopra delle parti. Il macellaio si chiamava Galli. Gli mancava un dito di una mano, finito sotto i colpi di machete con cui tagliava la carne.

A volte immaginavo di mangiare il suo dito finito nella carne che compravo, ma quello che mi preoccupava di più era la gamba di sua moglie, la cassiera. La signora, infatti, stava sempre seduta alla cassa perché era senza una gamba (a Milano i bombardieri inglesi non regalavano noccioline…). Io pensavo alla gamba mancante, guardavo la carne in vendita sul bancone e poi a casa non volevo mangiare la carne trita.

Tornando al contratto scritto dal Carta, oggi capisco che avevamo definito la nostra “Linea Rossa Invalicabile”: non tirarci sassi. L’abbiamo sempre rispettata perché i bambini sono persone serie e sanno cosa sono le regole.

Anche gli adulti hanno l’abitudine di definire alcune “Linee Rosse Invalicabili altrimenti si ha l’Escalation”. Peccato però che gli adulti non abbiano a disposizione un autorevole macellaio. Per questo motivo ogni giorno i capi degli adulti valicano una “Linea Rossa Invalicabile” perché gli piace giocare all’Escalation con i corpi dei poveracci che non hanno i soldi per corrompere le incorruttibili guardie di frontiera e scappare dal loro Paese in guerra…

Informazioni su Roberto Ceriani

Roberto Ceriani, classe 1950, laureato in Fisica, dopo molti anni di insegnamento ha vinto il 1° concorso per Dirigente Scolastico e quindi, dopo aver fatto questo nuovo lavoro per alcuni anni, è andato in pensione per raggiunti limiti di età. Interviene spesso su Facebook su problematiche riguardanti il mondo della scuola. “Autore di libri di Fisica per Licei e di numerosi testi di divulgazione informatica. Formatore di insegnanti in Lombardia e nelle regioni del Sud. Ha lavorato 9 anni all’IRRSAE-IRRE Lombardia dove si è occupato di Progetti Europei di formazione docenti e di analisi statistiche di dati internazionali sugli apprendimenti (Progetto OCSE-PISA). Attualmente, per conto dell’Invalsi, si occupa di valutazione delle scuole italiane e, per conto dell’USR Lombardia, è impegnato nelle attività di valutazione dei Dirigenti Scolastici”
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