HomeIstituzionilasciate che la gente rifletta

Commenti

lasciate che la gente rifletta — 6 commenti

  1. Esecutivo forte, Legislativo debole di “nominati”, decreti legge che passano con voto di fiducia (cioè un ricatto) senza dibattito parlamentare e senza eventuali emendamenti proposti dall’opposizione.
    Aggiungo un Presidente della Repubblica che praticamente firma “tutto” (e forse non potrebbe fare diversamente). A questo punto, un “divide et impera” da parte dell’Esecutivo sulla Magistratura si può immaginare a cosa potrebbe portare. Niente di tragico, ma…

  2. Ho deciso e da tempo in piena libertà il mio NO convinto al referendum. Il mio voto è determinato da motivi di forma e di sostanza.
    FORMA
    I Padri Costituenti in un periodo fortemente ideologizzato cercarono di smussare tutti gli angoli in modo che la Costituzione fosse votata all’unanimità. Così fu ad eccezione di pochi nostalgici della monarchia nei vari schieramenti. Oggi una parte politica propone modifiche blindando il testo come per un voto di fiducia. Il quadro è completo se si considera che a proporre modifiche sono i nipoti (oggi si chiamano fratelli) di quei fascisti contro cui la Costituzione fu scritta.
    SOSTANZA
    Negli ultimi anni il passaggio di ruolo ha riguardato lo 0,48% dei magistrati, una minoranza infinitesima, quindi necessariamente dev’esserci qualcosa d’altro.
    Non a caso nessuno del SI ha commentato le parole di Nordio, “chi controlla la Magistratura?” e della Matone, “tutti pensiamo le cose che dice Nordio, queste cose però non si possono dire“.
    Il sorteggio del CSM nella forma proposta è una truffa, se la componente “politica” viene sorteggiata da una lista di magistrati indicati dal Parlamento e quindi dal governo, per par condicio la componente togata dovrebbe essere sorteggiata da una lista di magistrati eletti dai colleghi. Nonostante tutto, la Magistratura per competenza, serietà ed onestà batte ancora la Politica 10 a 0

    • Una piccola precisazione relativa alla storia della Carta. E’ vero che la votazione finale fu quasi alla unanimità ma nella commissione dei 75 e nelle sue articolazioni si votò e ci si divise anche in maniera pesante. Cito la questione del carattere parlamentare o presidenziale, quella del bicameralismo, norme sul governo e sul ruoilo del Presidente del Consiglio, regionalismo, …
      La differenza rispetto ad oggi era che, tendenzialmente, in assemblea costituente, si discuteva anche molto vivacemente, ma poi si votava e si accettava la decisione della maggioranza.
      Ricorderai che ci fu un momento di crisi potenziale sulla questione dell’art.7 perché le forze laiche e di sinistra (maggioritarie alla Costituente) avrebbero respinto l’inserimento del Concordato mettendo in grave difficoltà la DC che pure, tramite la sua componente dossettiana (i professorini), aveva data un grande contributo teorico a tutta la proima parte della Carta. Si era nel 47 e la rottura del Patto costituzionale con la estromissione delle siniostre dal governo avrebbe rischiato, con l’incodente del Concordato, di far saltare l’intera Carta per intervento di Pio XII. Togliatti si alleò con De Gasperi, impose al gruppo di votare a favore, lasciando liberi (mi par di ricordare) Terracini e Concetto Marchesi e così passò l’articolo 7 a maggioranza e poi la Costituzione quasi all’unanimità.
      Quello che viene sbandierato ogni 2 per 3 come padre costituente per eccelleza (Calamandrei) diede un grande contributo e fu ripetutamente sconfitto proprio su molte delle cose poi riprese nel progetto renziano (vai alla pagima di menù (Costituzione) perché 10 anni fa io e altri amici facemmo un grosso lavoro di ricostruzione storica.
      Oggi, proprio il non aver riformato la costituzione, produce lo svilimento del parlamento e le decisioni prese con il voto di fiducia in maniera ancora più importante di quanto non sia dovuto alla crisi generale del parlamentarismo presente in tutte le democrazie occidentali.
      Evita l’argomento dei passaggi perché il problema ha natura teorico-ordinamentale e non ha a che vedere con i passaggi.

      • il Parlamento è stato svilito nelle sue funzioni non da mancate riforme della Costituzione ma da leggi elettorali che lo hanno reso una congrega di nominati dalle segreterie e pertanto fedele esecutore della linea dei partiti. C’è differenza oggi tra governo e parlamento?

  3. Sono per la Tesi dell’Ulivo, 6 dicembre 1995, punto 12 paragrafo 5 “I magistrati del pubblico ministero debbono continuare a far parte dell’ordine giudiziario, sia pure accentuando la distinzione tra funzione requirente e funzione giudicante, ed essere garantiti nella loro indipendenza. L’azione penale deve essere obbligatoria“.
    Penso che l’ultimo punto sia per evitare la funzione del PM tipica delle serie TV statunitensi. Il penultimo per evitare slittamenti progressivi della dipendenza / indipendenza.
    Sono per accentuare.

    Un po’ in disaccordo con debbono, preferisco devono, mentre preferisco debbano al congiuntivo.
    Si parla di requirente, penso includendo la funzione inquirente

  4. Anche io vorrei votare “sì”, ma non potrò farlo.
    Non basta leggere il testo della legge di modifica costituzionale, ma va “intuito” quale ne sarà l’ermeneutica nell’attuale clima politico e in quello del futuro.
    Il potere legislativo si sta indebolendo in molti contesti, a causa del difetto di rappresentatività sociale.
    in questa situazione, il potere esecutivo ha già preso il sopravvento, anche nel nostro paese.
    La magistratura, al di là dei vari errori, è l’unico contrappeso al potere esecutivo.
    L’aspetto più critico sono i 2 csm. già il sistema parlamentare bicamerale è stato giudicato elemento di “lentezza”, quindi di debolezza. Due csm non farebbero altro che estendere il “divide et impera” al potere giudiziario. a questo punto, per equilibrare, ci vorrebbero anche due consigli dei ministri e due presidenti, richiamando il modello politico della roma repubblicana, con 2 consoli.
    La separazione delle carriere andava fatta 40 anni fa.
    Adesso non è il caso, e chiunque ha a cuore il pensiero liberale, non può che farsi queste domande.
    meglio attendere, se verranno, tempi migliori e di maggior concordia, quando una tale riforma potrà essere fatta con ampio consenso delle parti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

HTML tags allowed in your comment: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>