da Monguzzi a Sacerdoti

Il giorno del funerale di Monguzzi arriva sui quotidiani milanesi la notizia che nel Consiglio Comunale di Milano entrerà al suo posto Michele Sacerdoti e i giornalisti si sono sbizzarriti a farlo pronunciare in maniera intempestiva. Così è scappata qualche frase di troppo «Io in Comune sullo scranno di Monguzzi, ma non sono come lui: non cercherò lo scontro su tutto». Si sa il titolo serve ad acchiappare anche quando implica semplificazioni eccessive.
Non voglio entrare in troppi dettagli perché ciascuno di noi ha le sue sensibilità e io sono abituato a rispettarle tutte; ciò fa parte dell’essere in contraddizione anche con sestessi. Ma mi pare che da consigliere di circoscrizione della zona 3 (porta Venezia, Città Studi, Lambrate) Michele Sacerdoti si sia dato parecchio da fare per una urbanistica a misura d’uomo dimostrando sia di essere flessibile sia di essere intransigente.
Mi piace che entri in Consiglio Comunale e così il Movimento di Scienze, anzi quello di Fisica, rientra a palazzo Marino con una continuità ideale dopo i decenni di presenza di Basilio Rizzo che ho risentito con piacere proprio ieri stimolato dalla morte di Carlo.
Anche Michele è un fisico; ha qualche anno meno di me; è arrivato a fisica nel 68 (laurea nel 73) e la cosa che mi pare bella è il fatto che, dopo essersi occupato professionalmente di informatica, proprio in questi anni abbia sentito il bisogno di riavvicinarsi a quella scienza che abbiamo tanto amato e abbia preso un dottorato (da over 70) sul terreno delle particelle elementari lo stesso terrendo della sua tesi dedicata ai neutrini.
A caldo avevo commentato su Facebook che, nell’essere intransigente di Monguzzi, c’era qualcosa che gli veniva dalla formazione tecnico scientifica e lo ha ricordato Andrea Poggio, uno dei leader del movimento di ingegneria, richiamando la parola d’ordine di allora quando volevamo essere rossi ed esperti.
Nel secondo decennio degli anni duemila, questo modoi di essere io lo chiamo ragione e senso critico, la struttura mentale tipica di chi ha fatto fisica. Vuol dire pensare l’inaspettato, crederci ma essere disposto a cambiare idea, pensare all’ottimo ed essere disposti ad accettare il meglio perché come è noto la perfezione è nemica del bene. E’ questo il terreno su cui si possono incontrare le culture e i modi di essere e concepire l’impegno politico di Carlo e di Michele.
Auguri di buon lavoro Michele e ricordati che prendi il posto di Carlo, un onore e un onere.



