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Le Vedove e le Pitonesse Immacolate — 3 commenti

  1. Gli Italiani hanno dimostrato di non essere così creduloni come si presume. Facile fare le pulizie quando ti viene l’ufficio igiene in casa.
    Secondo quanto sempre sostenuto dalla Meloni prina del 2022 Delmastro si sarebbe dovuto dimettere dopo la condanna in primo grado, la situazione della Santanchè è così da anni e la Bartolozzi sarebbe dovuta essere allontanata dal suo posto al più mezza giornata dopo quelle dichiarazioni demenziali. Poi io aspetterei, Meloni può contare solo sulla lealtà di Delmastro che pure per dimettersi ha preteso le dimissioni della pitonessa. Santanchè e Bartolozzi hanno tante carte per ricattare il governo o il partito, se ne staranno buone buone in attesa delle condanne? Qualche dubbio ce l’ho

  2. Non casualmente vedo più interesse a capire che succederà al governo Meloni che a ciò che potrà o meno avviarsi nel centrosinistra.
    Le mosse di Meloni mi sembrano trattate con troppa sufficienza a sinistra.
    Sicuramente tardive, ma le dimissioni richieste a Salmastro e Santanchè hanno implicazioni politiche, che mirano a dare il segnale che la Presidente fa ordine in casa sua e si aspetta che altri facciano altrettanto.
    Il caso Santanchè ha il significato di dare un’immagine di fermezza, ma anche di sanzionare un’asse politica milanese che ha clamorosamente fallito a Milano anche nel referendum.
    A Milano fino a che governerà Larussa ogni spazio vincente a destra è precluso; fino ad oggi per Meloni era impossibile metterci mano, vedremo dove si fermerà e come inciderà sulle elezioni milanesi.
    Meloni èindubbiamente in difficoltà, ma il personaggio ha capacità di reazione e spregiudicatezza.
    Ha questo vincolo internazionale con Trump, che pensava di congelare fino alla sconfitta probabile delle elezioni americane, se avesse vinto il Referendum.
    Oggi questa strategia è logorata; come darà segni per scartare per guadagnare iniziativa è la a sua priorità.
    Forse una sconfitta di Orban potrebe offrirgli uno spazio di manovra.
    Uno scenario si chiude: di certo la partita del Quirinale per Meloni, per lei solo una plebiscito al referendum poteva aprire quella strada, oggi non e’ agibile, per scartare e rilanciarsi oggi, dovrà farsi nemici interni, che nella corsa alla Presidenza sono esiziali.
    Penso assisteremo ad un patto Meloni, Giorgetti, che ha la cassa e ha credito in Europa per allargare i cordoni della borsa, decisivi per le elezioni, e i Berlusconi, che sono stufi di chi dirige Forza Italia.
    Salvini è più che mai fuorigioco, chi ha vinto sono Fontana e Zaia non certo, Salvini che potrà fare ben poco oltre a qualche sparata.
    Non sottovaluterei segnali che cercherà di dare ai mondi moderati, l’idea di sostituire Santanchè con Malagò può essere una mossa in questa direzione.
    Meloni in difficoltà? Certo, ma se compatta le truppe e trova le carte per ridare fiato ai sistemi di potere al Sud, che sono stati alla finestra nel referendum, chance di vincere le elezioni le ha ancora.
    Cio’ detto c’e’ molto da riflettere nel centrosinistra, perche’ trasportare la vittoria del no in una vittoria alle elezioni e’ un film con una sceneggiatura tutta da scrivere e serve un regista che lo porti a termine

  3. Condivido la tua analisi. Anch’io ritengo che la Santanchè rappresenti un grosso problema per la Meloni. L’incoerenza della presidente del consiglio è ormai leggendaria, però l’essere stata costretta a tenersi al governo una, accusata di truffa ai danni dello stato che ha già risarcito l’inps, potrebbe voler dire che la Santanchè è in grado di ricattare se non lei almeno il partito.
    In qualche modo si farà anche da parte ma pretenderà garanzie assolute

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